PREZZI. Istat su inflazione, i commenti: preoccupano ricadute sulle famiglie

I dati diffusi oggi dall’Istat sull’andamento dell’inflazione seminano preoccupazione per i redditi delle famiglie e per l’andamento complessivo dell’economia. Secondo Federconsumatori e Adusbef, si tratta inoltre di dati "sottostimati", a fronte di aumenti considerati superiori e di un 2011 che si prospetta come ancora più critico, con ricadute sulle famiglie pari a oltre mille euro l’anno. Sul dato dell’inflazione è intervenuto anche Antonio Lirosi, responsabile Consumatori del Partito Democratico, che commenta: "I dati diffusi dall’Istat confermano che gli aumenti delle tariffe dei servizi indispensabili ai cittadini e il record storico del prezzo della benzina stanno rimettendo in moto la dinamica inflattiva; e questo sta avvenendo da ormai dodici mesi a causa del totale e voluto disinteresse del Governo sulle politiche di controllo e di regolamentazione. Tra gli incrementi più rilevanti e oltre modo ingiustificati, in presenza di una grave crisi economica, vi sono quelli riscontrati nel settore dei carburanti e della rc- auto. Lo Stato, con maggiori introiti fiscali, ci sta guadagnando con un prezzo così elevato e ingiustificato del prezzo dei carburanti. Si ricordi che a luglio 2008 il petrolio aveva raggiunto il record storico di 145 dollari al barile mentre oggi è quotato 98 dollari". Per Lirosi, dal Governo sono arrivati "solo annunci e chiacchiere per distrarre l’attenzione dal fatto che si stanno mettendo due volte le mani nelle tasche dei consumatori e delle famiglie".

Federconsumatori e Adusbef ricordano l’andamento negativo dell’economia: "Continua a destare fortissima preoccupazione il dato relativo al tasso di inflazione registrato nel 2010. Quello appena conclusosi, infatti, è stato un anno drammatico sotto moltissimi unti di vista: dall’ulteriore caduta dei consumi (-1,5% nel 2008, -2,5% nel 2009 e -2% nel 2010, per una caduta complessiva del -6% negli ultimi 3 anni), alla continua contrazione del potere di acquisto delle famiglie (-9,6% dal 2007 ad oggi), dalla crescita di cassa integrazione all’inarrestabile aumento della disoccupazione, specialmente quella giovanile".

"Le famiglie non possono più sostenere una situazione del genere – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – Soprattutto non ne possono più dell’inerzia del Governo, che nulla sta facendo per sostenere i cittadini in questo difficile momento." Per le due associazioni, bisogna effettuare controlli contro le speculazioni ed attuare misure a sostegno del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso, a partire da una detassazione di almeno 1200 euro l’anno, nonché misure strutturali di rilancio della domanda.

Commenta a sua volta Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum: "Si confermano i dati preoccupanti che rilevano un’iniziale ripresa dell’inflazione. In particolare preoccupano gli aumenti tendenziali di trasporti, abitazione, acqua, elettricità, combustibili e altri servizi, tutte voci di spesa necessarie per le famiglie". L’associazione chiede al Governo lotta all’evasione fiscale e una politica di ridimensionamento della pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e da pensione.

"Gli indici dei prezzi al consumo dell’Istat – continua Giordano – per Adiconsum sono fortemente preoccupanti e non promettono nulla di buono, in quanto se l’economia esce dal tunnel della crisi, come tutti speriamo, gli indici d’inflazione schizzerebbero in alto e diverrebbero un freno per lo sviluppo futuro". L’analisi delle singole voci di aumento evidenzia che "proprio i beni ed i servizi indispensabili per le famiglie sono quelli che hanno il maggiore incremento in termini percentuali – conclude Giordano – Tutto ciò accade mentre Confcommercio rileva un ulteriore calo dei consumi negli ultimi otto mesi".

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