PREZZI. Iva, Adoc denuncia aumenti del 4% per le sigarette e del 13% per il tabacco

Tra carburanti e sigarette i primi aumenti di prezzo dovuti all’innalzamento dell’Iva si sentono eccome. Mentre la benzina ha toccato il record storico di 1,7 euro al litro, le sigarette sono aumentate in media del 4%, cioè di 15-20 centesimi a pacchetto; negli ultimi 3 mesi, calcola l’Adoc, le sigarette hanno subito rincari complessivi del 30%, pari quindi a 30 centesimi a pacco. Aumenti del 13%, con punte del 15%, invece, per il tabacco trinciato.

Il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri si schiera a favore dei fumatori che "sono sempre i primi a pagare pegno". "I continui rincari a cui è soggetto il settore potrebbero provocare un calo dei consumi pari al 10%. Se dal punto di vista della salute può essere considerato un vantaggio, dal punto di vista economico il danno è rilevante. Il settore del tabacco – aggiunge Pileri – è uno dei più importanti in Italia, siamo il primo produttore ed esportatore di tabacco grezzo in Europa, vi sono impiegati oltre 200mila lavoratori. Un calo drastico dei consumi andrebbe a ripercuotersi violentemente sulla filiera del tabacco, mettendo alle strette un settore economicamente strategico per l’Italia, foraggiando allo stesso tempo il mercato nero e il contrabbando".

Secondo il Presidente dell’Adoc quindi "aumentare le tasse sulle sigarette, che già pesano per il 75% sul prezzo finale del prodotto, è controproducente e penalizzante sia per i consumatori che per l’industria".

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