PREZZI. La pasta è ancora troppo cara. Il Garante convoca i produttori

"Il prezzo al consumo della pasta si mantiene su livelli eccessivi rispetto alle variazioni dei prezzi alla produzione della materia prima e della semola, anche considerando i normali tempi di traslazione dei prezzi fra i diversi segmenti della filiera". E’ la preoccupazione espressa dal Garante per la sorveglianza dei prezzi che sta intensificando la sua azione sulla pasta e sui derivati dei cereali". "E’ necessario che tutti gli operatori del settore adottino comportamenti virtuosi per consentire una rapida riduzione dei listini, in modo da trasferire ai consumatori i benefici dei ribassi intervenuti nel prezzo del grano duro e della semola".

Il Garante, in virtù dei nuovi poteri, ha convocato singolarmente i primi 5 gruppi di aziende produttrici di pasta di semola di grano duro (che insieme rappresentano circa i due terzi del mercato), al fine di verificare i livelli di prezzo. Gli incontri si terranno il 6 e 7 novembre presso il Ministero dello Sviluppo economico. L’11 novembre, sullo stesso argomento, il Garante incontrerà invece i rappresentanti delle imprese della distribuzione commerciale."

Positivo è stato invece il commento del Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, sui dati Istat di oggi. "L’inflazione di ottobre al 3,5%, in calo rispetto al 3,8 di settembre e al 4,1 di agosto, è un’importante conferma della fase di rallentamento della dinamica dei prezzi. Ora la priorità – ha spiegato Scajola – deve essere il rilancio di consumi e investimenti per evitare un prolungato rallentamento dell’economia". "L’inflazione – ha proseguito il Ministro Scajola – non rappresenta in questa fase il principale problema dell’economia, come ha riconosciuto anche il presidente della Bce Trichet, preannunciando un possibile e auspicabilmente significativo taglio del tasso di sconto per contribuire a contrastare la crisi".

Le aspettative di un raffreddamento dell’inflazione potranno ricevere ulteriore impulso dagli effetti positivi che si dovrebbero verificare da gennaio sulle tariffe elettriche e del gas in corrispondenza della forte contrazione delle quotazioni del greggio registratasi in questi ultimi due mesi.

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