PREZZI. La pizza al taglio è la più cara delle consumazioni al bar. Lirosi incontra i commercianti

Comprare un pezzo di pizza al taglio in Italia può costare caro. Così caro che il suo prezzo supera addirittura il tasso generale di inflazione del Paese. Con un +5,1% la pizza al taglio è dunque la "consumazione al bar più cara", ma non è l’unica. Seguono la pasta lievitata (+5%), l’analcolico (+4,7%), il tramezzino (+4,7%), i gelati artigianali e confezionati (+4,6% per entrambi). E’ quanto ha segnalato il Garante per la sorveglianza dei prezzi Antonio Lirosi che oggi ha incontrato i rappresentanti delle associazioni del commercio e dell’artigianato sull’andamento del prezzo di consumazioni al bar, pizza a taglio e gelati.

Il tavolo di confronto è stato convocato anche a seguito di numerose segnalazioni di cittadini che lamentavano un significativo aumento, in particolare nei mesi estivi, dei prezzi di una serie di prodotti. Nel corso dell’incontro il Garante, sulla base dei dati elaborati dall’Osservatorio dei prezzi del Ministero (il cui rapporto è disponibile sul sito www.osservaprezzi.it), ha sottolineato come la variazione tendenziale dei prezzi al consumo della categoria "consumazioni al bar" registrata dall’Istat nel mese di settembre 2008 (+3,9%%), pur essendo in linea con il tasso generale di inflazione in Italia, presenti al suo interno variazioni dei prezzi di alcuni prodotti che risultano significativamente e sistematicamente superiori al tasso generale di inflazione.

Il Garante ha richiamato l’attenzione sul fatto che alcuni prodotti non oggetto di lavorazione, come le bottigliette di acqua minerale, le bevande analcoliche, i succhi di frutta, hanno registrato rincari significativi nel periodo estivo, sia negli esercizi che nei distributori automatici, portando così i prezzi della consumazione al banco o della vendita per asporto su livelli non apparentemente giustificati dagli andamenti del mercato.

Lirosi ha chiesto ai rappresentanti delle imprese (FIPE – Confcommercio, FIEPET – Confesercenti, Confartigianato, CNA Alimentare, Casartigiani, CLAAI) di sensibilizzare i propri associati per favorire il rientro dei prezzi di tutti quei prodotti (tramezzini, panini, lieviti, etc.) influenzati dall’andamento delle quotazioni dei cereali, che ora registrano significative diminuzioni, ed ha inoltre sottolineato la necessità di ampliare le scelte del consumatore per prezzi e quantità dei gelati artigianali. I rappresentanti delle categorie hanno manifestato la loro disponibilità ad individuare e proporre in tempi brevi azioni concrete per il contenimento dei prezzi secondo gli auspici del Garante.

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