PREZZI. Latte, gli allevatori protestano e portano le mucche al pascolo a Milano

Prosegue la protesta degli allevatori della Coldiretti che, dopo le mobilitazioni dei giorni scorsi, oggi hanno portato le mucche "al pascolo" in città a Milano, davanti alle sede degli industriali di Assolatte, per protestare contro l’offerta di un prezzo per il latte alla stalla "che non consente di coprire le spese di mantenimento e sopravvivenza degli animali, dopo i rincari di gasolio e mangimi". È quanto denuncia l’associazione che annuncia l’avvio di una nuova mobilitazione dove non sono esclusi blitz per bloccare la produzione negli stabilimenti dopo la rottura della trattativa in Lombardia, dove si produce il 40% del latte italiano. E arrivano anche i primi risultati: è stato infatti siglato l’accordo con Italatte, che rappresenta i marchi Galbani, Invernizzi e Cademartori.

Gli allevatori hanno inoltre distribuito latte ai cittadini, ai quali è stato chiesto di sostenere l’iniziativa. La mobilitazione, annuncia la Coldiretti, "andrà avanti ad oltranza fino a quando non si sbloccherà la trattativa con un giusto accordo per il prezzo del latte alla stalla che si vuole diminuire rispetto agli attuali 42 centesimi di euro al litro, che rappresentano il minimo vitale per la sopravvivenza degli allevamenti di fronte ai rincari record dei costi del mangime e dell’energia per effetto dell’aumento del petrolio". Gli allevatori, che denunciano rincari del 281% del latte dalla produzione al banco del negozio, si dichiarano inoltre pronti a bloccare il prezzo di vendita del latte alla stalla ai livelli attuali "per contenere con responsabilità la spirale inflattiva se un analogo impegno sarà assunto anche da industria e distribuzione".

Dopo l’assedio degli allevatori, è stato siglato l’accordo con Italatte, la maggior industria del settore, che rappresenta i marchi Galbani, Invernizzi e Cademartori: lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che l’accordo prevede un prezzo del latte alla stalla di 42 centesimi a litro, a partire dal prossimo mese di luglio sino alla fine di dicembre 2008.

"E’ un accordo di buon senso sulla base delle richieste che avevamo presentato alla parte industriale – spiega Nino Andena, vicepresidente nazionale della Coldiretti – il fatto che una grande e importante realtà come Italatte abbia dimostrato lungimiranza e voglia di dialogo ci fa auspicare che questo sia d’esempio anche per le altre aziende di trasformazione di tutta Italia".

 

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