PREZZI. Latte, niente intesa tra Regione Lombardia e Assolatte

Niente intesa tra Regione Lombardia e Assolatte, riparte la protesta. All’indomani dell’incontro con la Regione, infatti, l’associazione di rappresentanza delle industrie di trasformazione (Assolatte) non ha trovato l’accordo per sbloccare la trattativa sul prezzo del latte. Lo riferisce Assolatte in un comunicato.

Durante la trattativa, la delegazione industriale ha offerto agli allevatori lombardi un aumento del 18% rispetto allo scorso anno, garantendo per il periodo gennaio/dicembre 2008 un prezzo medio di 40,5 centesimi per litro di latte, prezzo a cui si aggiungono i premi qualità, che incidono fino a 3 centesimi, e il premio comunitario di altri 3 centesimi. Per un prezzo finale percepito dagli allevatori di circa 50 centesimi a litro compresa l’IVA, che viene incamerata dagli agricoltori. I rappresentanti delle Organizzazioni agricole hanno ritenuto insoddisfacente l’offerta industriale e chiesto un aumento ancora più importante.

"Come ripetiamo da settimane – ha affermato il Presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi – l’industria italiana si trova in una situazione davvero difficile, schiacciata com’è tra le richieste di forti aumenti da parte del mondo agricolo, la riduzione dei prezzi all’ingrosso della maggior parte dei prodotti, la contrazione dei consumi e le note e legittime preoccupazioni dei consumatori per l’aumento del costo della vita".

Coldiretti ha definito la proposta degli industriali "inaccettabile" perché "rischia di provocare la chiusura di migliaia di stalle italiane dopo che negli ultimi venti sono scomparsi i tre quarti degli allevamenti nazionali che si sono ridotti da oltre 180mila a poco più dei 45mila attualmente in attività che con 1,8 milioni di mucche garantiscono una produzione di latte di 10 miliardi di chili ad alta qualità e costi competitivi".

"Nonostante in Italia nel primo trimestre del 2008 –ha denunciato Coldiretti in una nota – si sia verificato un aumento dei consumi in quantità e in valore dei prodotti lattiero caseari, con record di incrementi in valore del 19,1 per cento per il grana padano e del 9,6 per cento per il latte fresco (con un forte incremento dei prezzi al dettaglio), agli allevatori viene proposta una inaccettabile riduzione dei compensi nonostante gli aumenti vertiginosi dei costi del mangime per l’alimentazione degli animali e dell’energia".

Secondo la Coldiretti, le maggiori spese per energia e foraggio stanno mettendo le stalle in crisi e i 42 centesimi al litro rappresentano il minimo vitale per sopravvivere ed evitare il rischio dell’estinzione del latte italiano il cui prezzo moltiplica di quasi quattro volte dalla stalla alla tavola (+281 per cento) prima di arrivare sul banco del negozio a 1,6 euro al litro.

 

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