PREZZI. L’aumento delle revisioni non vuol dire auto più sicure. Adiconsum chiede controlli

Il nuovo decreto interministeriale riguardante le revisioni di auto e moto, che dopo 10 anni cambia la tariffa per questo servizio, è entrato in vigore. Ora per ogni revisione i centri privati incasseranno 45 euro e non più 25,82 euro. Il cliente finale, quindi, pagherà un totale di 64,70 euro (54 per il centro, 9 per i diritti DTT e 1,70 per i diritti Poste).
Secondo Paolo Landi di Adiconsum "accettare il raddoppio del costo della revisione è stata una scelta sbagliata del Governo. Solo i controlli rendono più sicure le revisioni auto, non l’aumento del loro costo".

Già dal mese di settembre, l’associazione ha denunciato il raddoppio del costo della revisione auto, chiedendo al Governo di non confermare l’aumento da 25 a 45 euro + IVA. Secondo l’associazione consumatori un aumento dell’ordine del 15-20% è proporzionato ma non il suo raddoppio.
Adiconsum, infatti, non ha nulla da obiettare contro una giusta remunerazione dei Centri privati che, su concessione, realizzano la revisione dei veicoli ma, in particolare, non ritiene giusto che il Governo, per le retribuzioni, prenda come riferimento il dato Istat, mentre, per il lavoro autonomo, prenda per base i suoi calcoli sui mancati introiti dei professionisti rispetto alle loro aspettative.

L’istituzione di Centri privati per la realizzazione delle revisioni ha si permesso al consumatore di abbreviare i tempi e di ridurre le code ma, secondo Paolo Landi, dovrebbero essere effettuati dei seri controlli per impedire un mercato delle certificazioni a tavolino.

L’associazione pone l’attenzione anche sul numero elevato dei Centri privati aperti. Attualmente i Centri che effettuano revisioni sono 5.400, il doppio rispetto ai 2.500 a suo tempo stimati come necessari dal Ministero. Inoltre, la revisione stimata è di circa 12.600.000 veicoli ai quali si aggiungono 1.500.000 veicoli a due ruote. Da questi dati appare evidente come una parte dei Centri è sottoutilizzata rispetto ad un potenzialità di circa 3700 revisioni annue.

Secondo gli stessi dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, al 31 dicembre 2005, la situazione delle revisioni medie per Centro autorizzato era:

  • solo il 12% dei Centri eseguiva oltre 3000 revisioni all’anno;
  • il 25% meno di 2000
  • il 64% tra 2000 e 3000.

Di conseguenza, Adiconsum per quanto capiscele ragioni delle richieste degli artigiani non condivide la soluzione adottata, in quanto ritiene che non possono essere scaricati sui consumatori i costi di strutture cresciute in eccesso rispetto al bisogno. Né tanto meno deve essere confuso l’aumento del costo con una maggiore sicurezza. Infatti, la sicurezza delle revisioni – e l’associazione lo ha chiesto più volte – deve essere garantita da efficaci controlli, che non spettano soltanto al Ministero dei Trasporti, ma devono essere a cura anche delle stesse associazioni degli artigiani.

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