PREZZI. Libera la benzina, raggiunte quasi 500.000 firme

In poco più di un mese oltre 450.000 cittadini hanno firmato la proposta di legge "Libera la benzina!" per rompere finalmente la filiera petrolifera ed avere un prezzo del carburante competitivo, una volta per tutte. Il disegno di legge per la riorganizzazione e l’efficienza del mercato petrolifero e per il contenimento dei prezzi dei carburanti, promosso dal Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica, ha il sostegno, oltre che di sindacati, Associazioni dei consumatori e marchi della Grande Distribuzione Organizzata, anche di 70 parlamentari di 8 gruppi diversi, dal PD alla Lega, ed è già stato formalmente depositato sia al Senato che alla Camera.

Presto sarà quindi calendarizzato e potrà far sentire il peso delle sue 500.000 firme che verranno sicuramente superate entro la fine del mese. Perché "500.000 firme rappresentano un dato politicamente rilevante" come ha sottolineato il Senatore Filippo Bubbico (PD), primo firmatario del disegno di legge, durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi a Roma, per rilanciare le proposte di riforma del settore.

Un altro valore aggiunto di questa proposta è l’appoggio delle Associazioni dei consumatori – ha detto il Sen. Bubbico – Liberando la benzina si libera anche l’economia del paese e, con questa proposta, è possibile liberarla facendo in modo che le energie vengano distribuite a tutti e non vadano soltanto verso gli interessi di rendita, che non generano alcuna opportunità per i cittadini".

"Credo che questa proposta possa avere ricadute positive sia sui consumatori che su tutto il mercato – ha aggiunto la Senatrice Anna Rita Fioroni (PD) – Questo disegno di legge presenta, inoltre, una visione nuova che da una parte andrà ad incidere sui prezzi dei carburanti, dall’altra darà respiro ai gestori, rendendoli dei veri e propri imprenditori".

Il progetto di riforma "Libera la benzina!" propone, infatti, di prendere da altri settori energetici, come quello dell’elettricità, alcune norme che hanno reso il mercato più competitivo e concorrenziale. Cominciando dalla costituzione di un mercato all’ingrosso dei carburanti, definito da un Gestore del Mercato secondo principi di neutralità e trasparenza, che pubblicizzi listini settimanali e renda più comprensibile la dinamica domanda/offerta: i valori offerti oggi al consumatore sono, infatti, virtuali ed ipotetici, e si riferiscono all’andamento dei mercati internazionali sui greggi (Brent) o sui prodotti finiti (Platt’s). Bisogna, poi, separare nettamente l’ambito del mercato nel quale si muovono i produttori/fornitori da quello della distribuzione finale ed affidare a un Acquirente Unico il compito di ottenere le migliori condizioni di mercato per l’approvvigionamento dei distributori al dettaglio. I gestori, inoltre, non devono avere più il vincolo di fornitura in esclusiva ed il rapporto tra gestori e fornitori potrà avere varie tipologie contrattuali e non soltanto un’unica forma, come avviene oggi.

Al pubblico devono essere segnalati soltanto i prezzi realmente praticati e nessun altro messaggio pubblicitario o di sconto che spesso risulta ingannevole e impedisce il rapido confronto tra le diverse offerte. E per migliorare la capacità di percezione per il confronto, i prezzi devono essere espressi in centesimi, con una sola cifra oltre la virgola (ad esempio 149,3 centesimi anziché 1,493 euro). Una volta che nel mercato dei carburanti vengono fissati valori e listini reali e si crea una vera concorrenza, si potrà ottenere un risparmio di 5-6 centesimi a litro, che si traduce in un risparmio di oltre 450 euro all’anno per ogni famiglia italiana. Oggi, infatti, le pompe bianche che hanno mano libera nell’acquisto del carburante, vendono il prodotto a 6-8 centesimi in meno rispetto alle pompe tradizionali.

"Questa proposta – ha spiegato Gianni Baratta, segretario confederale della Cisl – oltre ad aver coniugato gli interessi dei consumatori e quelli delle categorie, si inserisce in un contesto ancora più ampio: entro quest’anno il Governo dovrà dotarsi di un piano energetico per i prossimi anni. E’ importante che l’Italia sviluppi una politica energetica sostenibile, visto che oggi la nostra industria è energivora e la nostra bolletta costa 65 euro a megawatt. Siamo sicuramente molto meno competitivi degli altri paesi europei e chiediamo che su questa proposta ci sia convergenza da parte della politica poiché si tratta di una legge che produce risparmio per i consumatori e rompe la logica monopolista del mercato dei carburanti".

Ma c’è un altro grande tema che questa proposta di riforma va a toccare: quello della doppia velocità. "Questa proposta – ha detto Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori – si inserisce perfettamente nelle battaglie che noi, insieme ad altre Associazioni dei consumatori, portiamo avanti da anni: quelle sul prezzo dei carburanti che segue una velocità diversa da quello del petrolio. Oggi, infatti, paghiamo la benzina intorno a 1,6 euro al litro e il petrolio costa 100 dollari al barile. Quando il petrolio ha raggiunto il picco dei 147 dollari al barile la benzina costava 1,56 euro al litro. Il costo della benzina non ha solo effetti diretti, ma anche ricadute indirette e il tutto si aggira sui 400 euro che ogni famiglia, ogni anno, paga in più".

Dello stesso parere è Elio Lannutti, Presidente dell’Adusbef e Senatore dell’Idv: "Dicono che questa non è speculazione, ma io non saprei come chiamarla. Nelle ultime considerazioni di Bankitalia è emerso che il risparmio delle famiglie italiane, negli ultimi anni, si è eroso in modo significativo: da oltre 94 miliardi di euro è diventato di circa 30. Questo è un Governo che fa arricchire i monopolisti e questo non è più possibile".

di Antonella Giordano

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