PREZZI. Libri, Antitrust in audizione al Senato: “Consentire promozioni anche a Natale”

"Un limite legale alla possibilità di promuovere sconti può essere giustificato solo a condizione di consentire maggiore flessibilità nelle campagne promozionali che dovrebbero potersi realizzare anche nel periodo natalizio, quando la domanda tende ad aumentare. Deve, infine, essere valutato con particolare attenzione il limite alla possibilità di fare sconti applicabile alle vendite tramite internet, canale distributivo che si è dimostrato di gran lunga il più vivace". È quanto ha detto il presidente dell’Autorità Antitrust Antonio Catricalà, in audizione presso la Commissione Istruzione Pubblica, Beni Culturali, Ricerca Scientifica e Sport del Senato, in relazione al ddl 2281 recante nuova disciplina del prezzo dei libri.

La proposta di legge, afferma Catricalà, ribadisce fra l’altro il limite agli sconti previsto dalla disciplina esistente e ammette che solo gli editori possano realizzare campagne promozionali per non più di un mese a esclusione di dicembre. Questo aspetto è individuato come critico dall’Antitrust, per il quale "la disciplina del settore, se vuole rispondere agli obiettivi esplicitamente dichiarati (art.1 del ddl) di fornire un sostegno per la creatività letteraria, di tutelare il pluralismo, di promuovere il libro e la cultura in genere dovrebbe essere improntata ad atteggiamento di prudente equilibrio: il mercato va disciplinato, ma non dovrebbe essere soppresso del tutto".

La disciplina introdotta nel 2006, argomenta l’Antitrust nell’audizione, ha consentito la realizzazione di vendite promozionali. Afferma Catricalà: "Le evidenze relative al mercato italiano mostrano che la limitata liberalizzazione che si è avuta dal 2006 non ha inciso in senso negativo sull’assetto del sistema di distribuzione. Stando ai dati elaborati dall’Associazione Italiana Editori nel periodo 2006-2009, le vendite mostrano andamenti nel complesso positivi per tutti i canali distributivi. L’incremento nel biennio 2008-2009 è stato del 2,5% per le librerie; del 3,9% per la grande distribuzione organizzata (banco libri di supermercati e grandi magazzini); del 2,6% per le edicole; del 13,9 % per le librerie online e per le vendite tramite internet".

Per l’Antitrust, dunque, "si può dunque ritenere che il ddl in esame mira nel complesso ad instaurare un regime equilibrato. Vi è tuttavia un aspetto di eccessiva protezione che potrebbe trovare un’opportuna moderazione. La facoltà concessa solo agli editori di svolgere campagne promozionali, per un periodo non superiore al mese soltanto e ad esclusione di dicembre e il non aver previsto meccanismi di flessibilità per consentire nel tempo più ampi spazi di manovra sul prezzo a seconda delle circostanze". È proprio questa criticità che, se non viene superata, "rischia di determinare un quadro ingiustificatamente rigido rispetto a quello attuale che pure, come visto, ha determinato una situazione nel complesso non troppo sperequata sia sotto il profilo dell’andamento del prezzo, che è apparso più moderato (nel periodo 2003 – 2006 l’aumento è stato del 6,5%; nel periodo 2006- 2009 è stato dell’4,7%), sia sotto il profilo del mantenimento della pluralità delle fonti".

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