PREZZI. Libri, tetto sugli sconti. Adoc: “Si rischia calo del 30% di lettori”

Continua a far discutere la legge che stabilisce un tetto agli sconti sui libri. "C’è il rischio concreto di un calo del 30% degli acquisti. Spendere più di 15 euro per un romanzo, con la crisi in corso, a molte famiglie non è permesso. Spendere più di 60 euro l’anno per 4 libri è praticamente proibitivo". È quanto denuncia l’Adoc, che spende parole critiche nei confronti del provvedimento sul tetto agli sconti operati dalle librerie sui libri sia fisici che digitali.

Per l’associazione si tratta di una legga anticoncorrenziale che danneggia i consumatori e che provocherà un calo dei lettori. Tutto questo in un paese che non brilla certo per numero di persone che leggono libri, e nel quale un romanzo costa l’8% in più rispetto ai mercati europei.

L’associazione chiede dunque l’intervento dell’Antitrust perché, afferma il presidente Carlo Pileri, "riteniamo che il tetto violi le regole di mercato e della concorrenza. A pagare dazio – spiega – saranno principalmente i consumatori, che già spendono in media l’8% in più che nel resto d’Europa per l’acquisto di un bestseller".

Prosegue Pileri: "Da noi un romanzo costa in media 16,10 euro mentre in Europa la media è di 14,90 euro. Il confronto con i singoli Paesi è impietoso. Un romanzo, il genere più letto dagli italiani, costa l’11,9% in più che in Francia, il 18,8% in più della Germania, il 17,1% in più che in Inghilterra e addirittura il 46,1% in più degli Stati Uniti. Solo in Irlanda il prezzo medio è più elevato, attestandosi sui 17,60 euro. Il tetto agli sconti è controproducente anche per l’editoria stessa. Già adesso, secondo l’Istat, gli italiani sono lettori "deboli’, ossia che leggono al massimo tre libri l’anno. Con la nuova legge c’è il rischio concreto di un calo del 30% degli acquisti".

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