PREZZI. Manovra, Federconsumatori e Adusbef: ricadute per oltre 2 mila euro a famiglia

La manovra economica, a regime, avrà ricadute sulle famiglie pari a oltre 2 mila euro l’anno. Dal 2014 peserà per oltre 1500 euro annui, legati al totale dei tagli operati, e per circa 500 euro di maggiori tasse. Su una retribuzione netta di circa 32 mila euro annui a famiglia, la manovra potrà produrre nel 2014 una caduta di reddito pari a circa il 6,3% e una contrazione dei consumi di circa il 4,7%.

Nel giorno in cui inizia alla Camera dei Deputati la discussione generale del disegno di legge, che dovrebbe avere il via libera in settimana, le stime di Federconsumatori e Adusbef sulle ricadute per i cittadini non sono affatto positive: si parla di 100 euro a famiglia quest’anno, che diventeranno 937 euro nel 2012, 1806 nel 2013 e 2031 nel 2014.

Secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, i tagli agli enti locali peseranno complessivamente per 765 euro l’anno; la riduzione della spesa per detrazioni avrà una ricaduta stimata in 677 euro l’anno; il blocco degli stipendi per tre anni a 3,7 milioni di dipendenti pubblici è stimata in 85 euro l’anno in media (ricalcolata su 24 milioni di famiglie). L’impatto complessivo delle maggiori tasse è stimato in 504 euro l’anno, dei quali 173 euro dovuti all’aumento dell’Iva.

Per Federconsumatori e Adusbef si tratta di "una cifra improponibile, che per di più si aggiunge all’inarrestabile crescita di prezzi e tariffe. A pagare tali cifre – spiegano le due associazioni – saranno i soliti noti, vale a dire le famiglie a reddito fisso e i pensionati. Tutto ciò non farà altro che aumentare il malessere delle famiglie, che inciderà sull’intera economia determinando ulteriori contrazioni dei consumi, nonché della stessa produzione industriale e dei servizi". Aggiungono i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti: "Quello che ci preoccupa maggiormente è che questa manovra non si limita ad essere iniqua, sbagliata e depressiva, ma non contiene nemmeno l’ombra di investimenti per il rilancio di un’economia assolutamente depressa". Le due associazioni chiedono "una modifica all’insegna dell’equità, colpendo innanzitutto evasori, grandi patrimoni, rendite finanziarie e sprechi della politica" e un rilancio attraverso una politica di investimenti.

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