PREZZI. Ministro Zaia propone low-cost alimentare. Cia: “Non risolve il problema dei prezzi”

Il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia ha annunciato oggi la sua proposta di un paniere "low cost" di alimenti sul modello dei farmaci generici, consentendo così un risparmio sulla pubblicità e su packaging di determinati prodotti. Gli alimenti su cui intervenire sono pane, pasta, latte, carne e frutta. "In questo modo si può arrivare a vendere un litro di latte a 70-80 centesimi invece che 1,20-1,30 euro" ha spiegato il Ministro in una nota.

Zaia attribuisce buona parte della responsabilità dei rincari alla speculazione, alla grande distribuzione, al fallimento della programmazione dell’Europa. "Ci sono cinque gruppi che controllano l’80% del mercato" ha dichiarato il Ministro parlando di monopolio. "Per questo non credo che in fondo il problema siano le filiere: anche se riduciamo i passaggi, alla fine è sempre la grande distribuzione che decide". Il piano verrà presentato la prossima settimana nella prima riunione di Governo e ha come obiettivo "quello di arrivare a dare prodotti alimentari a prezzi definiti e accessibili alle famiglie, identificabili perché frutto di un accordo tra gli operatori".

Non è proprio dello stesso parere la Cia, Confederazione italiana agricoltori, che crede che tale proposta non risolva da sola i problemi dei prezzi ai consumatori. Ormai dal 2004 la Cia si batte, invece, per una legge per il doppio prezzo (origine/dettaglio) per i prodotti alimentari ma, a differenza di quanto è accaduto in altri Paesi europei, il Governo italiano non ha accettato e continua a non prendere in considerazione la proposta. Tale misura renderebbe più trasparente ai consumatori la formazione del prezzo finale, dissuadendo inoltre eventuali azioni speculative.

Lo ha ricordato il Presidente della Cia Giuseppe Politi, in una nota, in cui ha commentato la proposta del low-cost alimentare annunciata dal Ministro delle politiche agricole Luca Zaia in un’intervista comparsa oggi su "La Padania". "L’idea del low-cost alimentare – ha spiegato Politi – annunciata dal Ministro Zaia non ci è ancora stata illustrata. Si tratta, comunque, di una misura che può essere discussa e che potrebbe ottenere qualche risultato, però non credo risolva il problema dei prezzi per i consumatori, né quello del reddito per gli agricoltori. Infatti – ha precisato il Presidente della Cia – se balza agli occhi la paurosa forbice del 200%, nella formazione dei prezzi campo-tavola, a noi preoccupa altrettanto la flessione, di oltre il 20% rispetto al 2001, dei redditi annuali dei produttori italiani". "Del resto – ha affermato Politi – il Ministro dimostra, nell’intervista, di sapere bene dove si annida il difetto nella formazione dei prezzi. Auspichiamo che ora Zaia operi per favorire dei veri accordi di filiera corta, per dare risposte e concretezza alle esigenze che sono tanto dei consumatori quanto dei produttori, tutti fortemente penalizzati dal caro prezzi".

Secondo Politi "per chiedere ai produttori italiani di ridurre ulteriormente l’offerta delle materie prime, bisognerebbe almeno proporgli un vero piano di defiscalizzazione per le imprese". "Insisto su questo punto – ha concluso Politi – perché siamo sempre più allarmati circa il contenuto della busta della spesa delle famiglie: quanti prodotti veramente italiani ci sono dentro? Temo, veramente pochi".

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