PREZZI. Pane, UNC raccomanda: occhio alla qualità

Che senso ha parlare di prossimi rincari del pane perchè i prezzi all’ingrosso del grano sono aumentati? Quale grano, quale farina? E’ quanto si chiede l’Unione Nazionale Consumatori che ricorda che prima di parlare di aumenti del prezzo del pane bisognerebbe sapere che farina usano i fornai e se il pane è fatto alla svelta con i cosiddetti "miglioratori", che si usano quando la farina è scadente.

La qualità della farina (e del pane) – spiega l’associazione – dipende dal fattore "W", che talvolta il consumatore può vedere nelle etichette delle confezioni vendute al dettaglio."W" è un indice della capacità panificabile della farina, ovvero il volume che l’impasto con l’acqua può raggiungere. Più il valore "W" è alto e più la farina è buona.

Fino a 170 W è scadente e può servire per fare i pasticcini, ma se si fa il pane, afferma l’Unione Consumatori, bisogna usare i "miglioratori", termine eufemistico che sta a indicare una polverina contenente varie sostanze e additivi come acido ascorbico, destrosio, strutto emulsionato e altri ingredienti che servono a rinforzare la farina. Oltre i 350 W la farina è ottima e ovviamente tutto ciò dipende dal grano. Un W alto, prosegue il comunicato, è anche indice di una migliore qualità organolettica del pane, ma al consumatore non si dice nulla, neanche che fra i due tipi di farina descritti la differenza di prezzo all’ingrosso può arrivare al 40%. C

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