PREZZI. Pastai nella bufera

Le aziende di pasta sono finite nel mirino della Finanza, che ieri ha effettuato diverse perquisizioni nei principali stabilimenti alla ricerca di documentazione che possa confermare l’esistenza di un accordo fra le aziende per determinare il rincaro dei prezzi della pasta, aumentati in due anni di circa il 50%. Proprio l’accusa di aver fatto "cartello" per intese restrittive della concorrenza era stata la motivazione alla base della maxi multa inflitta ai principali produttori di pasta dall’Autorità Antitrust, che nel febbraio di quest’anno ha deciso sanzioni per oltre 12 milioni di euro. Per l’Antitrust le società sanzionate avevano posto in essere "un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo". Fra le sanzioni irrogate a febbraio, quasi sei milioni di euro (5.729.630 euro) per Barilla, quasi 1 milione 400 mila euro per De Cecco, 1 milione 260 mila per Divella, 748 mila euro per Colussi, 476 mila per Rummo, 474 mila per Garofalo.

La multa è stata confermata a ottobre dal Tar del Lazio con la motivazione che imprese e associazioni "risultano aver concordato forme di reciproca collaborazione preordinate alla pratica sostituzione del meccanismo concorrenziale con una prassi di concertazione delle politiche di prezzo".

L’azione della Finanza non è sfuggita ai Consumatori, che avevano denunciato le irregolarità dei prezzi. L’Adoc chiede che sia fatta luce sull’ipotesi del cartello:"Ci auguriamo che l’Antitrust faccia luce sull’ipotesi di un cartello dei pastai, un’inchiesta avviata nel settembre 2007 a seguito anche delle segnalazioni e dei dubbi espressi dall’Adoc in merito – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – un fenomeno discutibile ancora oggi, dato che negli ultimi mesi il costo del grano è sceso vertiginosamente ma, al contrario, il prezzo della pasta è rimasto pressoché identico ai valori di un anno fa."

La richiesta di una forte riduzione del prezzo della pasta viene anche da Federconsumatori: "Pur giudicando positivamente ciò che sta facendo la guardia di Finanza in merito alla questione del prezzo della pasta,e pur considerando molto opportuna la multa per cartello comminata dall’Antitrust e poi confermata dal Tar del Lazio, per Rosario Trefiletti altro vi è da fare", commenta l’associazione, che sottolinea come a causa degli aumenti, denunciati all’Antitrust, "ora il prezzo della materia prima ha avuto un calo vertiginoso senza che si sia tradotto in un calo del prodotto derivante e cioè quello della pasta. Questo comportamento per una famiglia che consuma un chilo di pasta al giorno (e sono le famiglie più numerose e le meno abbienti) fa spendere in più 146 euro annui. Ecco, quello che ci aspettiamo, anche per discolparsi del malfatto è una forte riduzione di almeno il 20% dei relativi prezzi".

L’andamento anomalo dei prezzi della pasta era stato segnalato anche dal Codacons che aveva parlato di rincari giudicati "speculativi": "Contro gli speculatori non bastano le sanzioni – ha detto Carlo Rienzi, commentando le perquisizioni disposte dalla Procura – ma serve il carcere. Solo con il carcere si potrà mettere fine alle speculazioni sulla pasta e nell’intero settore alimentare che impoveriscono le famiglie attraverso aumenti ingiustificati dei listini e ricarichi dal campo alla tavola fino al 1000%".

Gli aumenti della filiera dal campo alla tavola sono sottolineati anche da Coldiretti: "Il grano duro viene pagato 18 centesimi al chilo agli agricoltori mentre la pasta raggiunge in media a 1,4 euro al chilo, con un ricarico di circa il 400 per cento, se si considerano le rese di trasformazione", ha commentato l’associazione sulla base del servizio Sms consumatori, in riferimento alle indagini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. "Il prezzo della pasta – sottolinea ancora la Coldiretti – è rimasto pressoché stabile rispetto allo scorso anno nonostante le quotazioni del grano siano scese su valori inferiori di ben il 30 per cento mettendo a rischio il futuro delle coltivazioni Made in Italy".

Commenta Silvia Biasotto, responsabile Dipartimento alimentazione del Movimento Difesa del Cittadino: "Come per la benzina, l’andamento del prezzo della pasta non segue quello delle materie prime. Almeno quando si tratta di scendere. Ci auguriamo di ricevere presto l’esito di questa indagine. L’invito che rivolgiamo ai consumatori è di effettuare scelte consapevoli e ben bilanciate su prezzo e qualità dei prodotto, soprattutto in vista di un periodo di consumi come quello delle festività natalizie. Un utile strumento è il servizio Sms Consumatori: chiamando il numero gratuito 47947, si può inviare un messaggio per la richiesta dei prezzi e riceverne presto la risposta".

 

a cura di Sabrina Bergamini

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