PREZZI. Per Befane, calze, scope e dolci si spenderanno 75 mln di euro. Le stime di Confartigianato

La tradizione dell’Epifania resiste nei riti degli italiani. Secondo Confartigianato le vendite di oggetti tradizionali legati a questa festività – riproduzioni della Befana insieme con calze, scope e dolciumi – saranno stabili rispetto allo scorso anno e si attesteranno su una cifra pari a 75 milioni di euro.

In Italia sono circa 60.000 le aziende artigiane che realizzano gli oggetti simbolo dell’Epifania. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche: si va dalla Befana nel formato più piccolo da 4 euro fino a quelle di grande dimensione, alte 50 centimetri, da 18 euro. Per le calze si parte da un minimo di 3 euro per arrivare alle misure extralarge da 14 euro. E per una scopetta in bambù e saggina i prezzi si aggirano sui 7-8 euro. E, nel presepe, il 6 gennaio arrivano i Re Magi. Le statuine più richieste sono quelli tra i 5 e i 6 centimetri di altezza, che hanno un costo compreso tra 5 e 10 euro. Confartigianato ha rilevato che, nonostante le polemiche, la tradizione del presepe è rimasta ben salda tanto che la spesa per l’acquisto di addobbi e presepi di produzione artigiana si è mantenuta in linea con quella dello scorso anno ed ha sfiorato i 100 milioni di euro.

Nella calza della Befana, poi, non possono mancare i dolci. Anche in questo caso, i prodotti dell’artigianato hanno visto confermato il gradimento dei consumatori. In testa alle preferenze vi è il cioccolato i cui consumi, durante le festività, hanno raggiunto il valore di 55 milioni di euro. Attenzione, però, alle etichette che riportano la composizione di Befane, calze e scope. I prodotti artigiani sono realizzati con materiali naturali: panno lenci, cartone, tela, lana, juta, legno, gommapiuma. Confartigianato mette in guardia sui rischi dei prodotti a basso costo, che in molti casi non rispettano le normative sulla sicurezza previste dall’Ue e che spesso contengono sostanze tossiche nocive per la salute dei bambini.

Secondo le rilevazioni di Confartigianato, infine, i più affezionati alla tradizione del 6 gennaio sono i bambini del Centro Italia. Nelle Marche, in particolare, si concentra un alto numero di feste e di manifestazioni legate all’Epifania. Seguono le regioni meridionali, mentre al Nord rimane più radicata la tradizione di Babbo Natale.

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