PREZZI. Petrolio in calo, benzina resta elevata. Consumatori: ecco la prova della doppia velocità

Il costo del petrolio sta scendendo da settimane, ma il prezzo della benzina resta sempre su livelli elevati. Secondo Federconsumatori questa è la "prova provata" del meccanismo della doppia velocità. "È evidente che, nella determinazione del prezzo della benzina, qualcosa non va. E invece di avviare seri controlli e verifiche su questi meccanismi inspiegabili e misteriosi, con la realizzazione di un’apposita Commissione istituzionale sulla doppia velocità (peraltro già convenuta nel protocollo con la filiera petrolifera), il Governo ha pensato bene di aggravare la situazione, aumentando l’accisa sui carburanti, con pesanti ricadute sui prezzi degli stessi carburanti, ma anche di tutti i beni di consumo trasportati su gomma".

Secondo gli studi dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori che tengono conto del cambio Euro-Dollaro, attualmente i sovrapprezzi per il costo industriale della benzina ammontano a 12 centesimi al litro, generando immensi guadagni spartiti tra la filiera petrolifera (1 miliardo e 872 milioni di Euro annui in più) e l’Erario, per via dell’aumento della tassazione (468 milioni di Euro annui in più). E a farne le spese sono gli automobilisti, costretti a sopportare ricadute che hanno raggiunto ormai livelli insostenibili: rispetto allo scorso anno, per i carburanti i cittadini hanno subito un aumento di 240 Euro in più annui per i soli costi diretti, a cui si aggiungono ricadute di 170 Euro per i costi indiretti, dovute al fatto che buona parte dei beni è trasportata su gomma. Per un totale di +410 Euro.

Anche il Codacons interviene sulla questione, affermando l’esistenza della doppia velocità nella determinazione dei prezzi dei carburanti. "Dopo il calo del prezzo del barile di questi ultimi giorni, il prezzo delle benzina avrebbe dovuto essere più basso di almeno 8 centesimi, ma la mancanza di libera concorrenza consente alle compagnie petrolifere di poter allegramente speculare sui tartassati automobilisti, restando ferme e aumentando così i loro margini di profitto". Secondo il Codacons urge "una vera riforma del settore e non certo quel regalo agli speculatori previsto dal Governo in cui, grazie ai prezzi bloccati per 7 giorni, si favorivano gli accordi collusivi tra le compagnie".

Ecco le proposte che il Codacons ha inutilmente avanzato al Governo:

  • Apertura dei distributori con autorizzazioni ex ante, per favorire ingresso grande distribuzione.
  • Eliminazione dei millesimi dal prezzo dei carburanti, così da facilitarne la lettura da parte del consumatore
  • Modifica dell’art. 15 del D.lgs n. 206/2005, prevedendo obbligo di cartelli luminosi per esporre i prezzi praticati, con numeri alti minimo 25 centimetri, posti in alto, sotto l’insegna della compagnia.
  • Sanzioni severe e sospensione attività per chi non espone prezzi in modo ben visibile.
  • Benzacartelloni anche in città
  • Più poteri all’Antitrust in materia
  • Sterilizzazione dell’aumento dei prezzi dei carburanti, da una certa soglia in su.
  • Controlli della Guardia di Finanza alle pompe, sia per controllare i litri effettivamente emessi che la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati, altro che estensione della possibilità di rubare carburante ai consumatori!

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