PREZZI. Piano antispeculazione, i commenti dei Consumatori

Immediata la reazione dei consumatori al piano contro i comportamenti speculativi sui prodotti della filiera cerealicola e lattiero casearia lanciato ieri dal Governo. L’Unione Nazionale Consumatori plaude all’iniziativa ma afferma: "E’ strano che il Governo abbia deciso soltanto ora di istituire un "Mister prezzi", quando da secoli si sa che i fornitori di beni e servizi possono aumentare a piacimento prezzi e tariffe, mentre i consumatori a reddito fisso non possono fare altrettanto con i loro stipendi e salari".

L’associazione chiede comunque che a Mister prezzi siano trasferiti i compiti previsti dal DPR n. 373/1994 che ha conferito al CIPE i poteri del soppresso CIP, ovvero quelli di "determinare i prezzi di qualsiasi merce, in ogni fase di scambio" in caso di rincari anomali e speculativi. Si dovrebbe quanto meno ricordare a tutti gli operatori economici che esiste questa norma e che applicandola non si prenderebbero misure illiberali, ma si adotterebbero provvedimenti antispe-culativi che, al contrario, avrebbero anche l’effetto di un ulteriore deterrente e di proteggere l’economia di mercato, considerando che la contrazione dei consumi dovuta a rincari ingiustificati arricchisce alcuni operatori e danneggia molti altri settori commerciali.

"La principale arma contro chi specula sui prezzi dei prodotti alimentari è una raffica di controlli reali su tutto il territorio e un sensibile inasprimento delle sanzioni". Così Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori commentano invece la notizia del piano. Per ottenere un immediato risultato sul fronte dei prezzi, ecco le proposte delle 4 associazioni: sistemi istituzionali di verifica, controllo e sanzione per i prezzi lungo l’intera filiera agroalimentare, ali fine di colpire ed estirpare abusi speculativi; strumenti di informazione diretta, tempestiva e gratuita, ad esempio attraverso sms via telefonino come già sperimentato; realizzazione della filiera corta o vendita diretta attraverso spazi l’utilizzo di autonomi in tutti i centri cittadini; interventi funzionali a ridurre i prezzi, di almeno il 5%, soprattutto quelli relativi al paniere fondamentale per l’alimentazione delle famiglie.

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