PREZZI. Pomodori, olio e pasta continuano ad aumentare. Dati dell’Osservatorio Prezzi

Ad aprile l’inflazione in Italia è stata dell’1,2%, il doppio della media di Eurolandia, che è stata dello 0,6% sia nel mese di aprile sia in quello di marzo. Dai dati Istat sono risultati in aumento i prezzi di alcuni generi di prima necessità, come i pomodori pelati, la passata di pomodoro, i pomodori da sugo, il riso, l’aceto, l’olio di mais, l’olio di girasole, la pasta. Sono diminuiti, invece, in modo significativo i prezzi dei telefoni e dei carburanti.

La fase critica che ha investito i consumi delle famiglie italiane non accenna a diminuire, anche se, rispetto alla variazione negativa del Pil, si registra una sostanziale tenuta dei volumi. Questi dati e altri ancora sono contenuti nella newsletter mensile dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero dello Sviluppo Economico, diffusa oggi sul sito.

In questa sintesi della condizione economica dell’Italia, a confronto con gli altri Paesi dell’area euro, c’è anche un dato insolito: il costo della cittadinanza sostenuto da una famiglia tipo. E’ stato il Cnel a presentare qualche giorno fa uno studio sul costo della cittadinanza in 14 città metropolitane, considerando oltre alle imposte locali anche le tariffe dei servizi pubblici.

Nel 2007 il costo medio della cittadinanza è stato di 2.816 euro, con differenze tra le 14 città prese in esame, che vanno da Venezia a Cagliari, risultate rispettivamente la meno costosa (2.598 euro) e la più cara (3.237 euro). In termini relativi, il 10,5% del reddito della famiglia standard definita è dunque assorbito da spese legate strettamente al luogo di residenza. Se si escludono le imposte locali, nel complesso delle 14 città considerate, il costo di cittadinanza assorbe, in media, quasi l’8% del reddito attribuito alla famiglia standard (che, si ricorda, è stato ipotizzato in 36.000 euro annui); a Cagliari la spesa standard per servizi ed energia arriva al 9% del reddito, mentre nella città più economica (Venezia) la stessa percentuale scende al 7,2%.

Non esiste comunque una città in assoluto più cara; dipende molto dalle voci di spesa considerate. Ad esempio, a Cagliari è elevato il costo di cittadinanza per servizi ed energia, mentre è più bassa la spesa per il complesso degli altri servizi. Viceversa a Venezia alcune spese sanitarie, i biglietti dei trasporti urbani ed i taxi hanno costi tra i più elevati.

La conclusione è che nella maggior parte delle città italiane un costo più elevato di determinati servizi corrisponde a prezzi e tariffe più basse per altre voci di spesa; ad esempio, le città con la raccolta rifiuti più costosa offrono asili nido ed acqua più a buon mercato.

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