PREZZI. Quant’è caro morire a Torino? In un anno aumento del 15,2% dei trasporti funebri

Triste primato per Torino. Secondo i dati Istat diffusi ieri, infatti, il capoluogo piemontese non è solo la città più cara d’Italia, con un aumento mensile dei prezzi del 3,4 % (contro una media nazionale del 3,3%), ma ha anche subito dall’anno scorso un aumento vertiginoso dei costi per i trasporti funebri: + 15,2%.

La crescita è significativa soprattutto se comparata con quella tendenziale media a livello nazionale che è del 3%. "Si tratta di un fenomeno locale probabilmente dovuto a singoli aumenti nel settore privato" fanno sapere gli esperti dell’istituto di statistica, mentre gli impresari di pompe funebri contestano il dato: "Non è vero – dicono – abbiamo i prezzi più bassi d’Italia". A smentirli un’indagine di HC, datata ottobre 2007, in cui Torino figura, alla voce funerali, come seconda città più cara d’Italia.

Per Giovanni Fasciolli, segretario nazionale di Feder.Co.F.It (Federazione Comparto Funerario Italiano), le percentuali vanno lette correttamente: "Bisogna distinguere – spiega – tra servizi funebri e trasporto funebre: il primo è sempre stato a gestione libera del prezzo, il secondo, invece, da quando è stato liberalizzato, risente molto degli aumenti in ambito privato. Per questo il dato di Torino può essere considerato come un fenomeno locale.

Nel resto d’Italia il costo del trasporto funebre è da circa otto anni di poco superiore all’inflazione". Il settore comunque è destinato a cambiare: "Entro i prossimi cinque anni – aggiunge Fasciolli – si affermerà anche in Italia il cosiddetto funerale a rate in forma di finanziamento o previdenza funeraria. In Francia e Spagna è già al 40%."

 

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