PREZZI. Rai, nel 2011 canone di 110,50 euro. Reazioni dei Consumatori

Aumenta il canone Rai del prossimo anno: per la televisione di Stato si dovranno versare 110,50 euro. Il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha infatti firmato ieri il decreto in cui viene determinato l’importo per il 2011 del canone di abbonamento Rai. Come per la precedente annualità, informa il Ministero, "l’importo è stato adeguato di 1,50 euro, tenendo conto, ai sensi di legge, dell’inflazione programmata. Per il 2011 il canone è stato quindi determinato in 110,50 euro rispetto ai 109 euro previsti per il 2010".

Per Adoc il canone è una tassa obsoleta e andrebbe abolito. "Una nuova vessazione a carico dei cittadini, che quest’anno sborseranno complessivamente circa 2.000 milioni di euro – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – circa 25 milioni di euro in più dello scorso anno. Il canone andrebbe abolito, altro che aumentato, è un’imposta ingiusta e obsoleta, che non garantisce un servizio universale ma serve solo a finanziare le casse della televisione pubblica e non va a sostenere economicamente altri settori della telecomunicazione di natura privata. La Rai, inoltre – continua Pileri – riceve entrate ulteriori mediante il televoto, alla pari delle tv commerciali, e la pubblicità, per cui non vediamo la necessità di far pagare agli italiani un servizio, peraltro, che ha provocato gravi disagi e costi alle famiglie con il passaggio al digitale terrestre. Tanto che chiedemmo, inascoltati, che chi pagava il canone avesse il decoder digitale gratuito. Ad ogni modo – conclude il Presidente dell’Adoc – confermiamo la richiesta che venga apposto un bollino sui programmi finanziati con il canone, un’operazione di trasparenza e correttezza verso gli utenti, che devono essere messi a conoscenza della destinazione dei loro soldi e che è sostenuta da molti operatori, attori e conduttori della Rai."

Secondo Altroconsumo l’aumento del canone Rai è minimo, poiché pari al solo adeguamento con l’inflazione programmata, ma stride rispetto alla qualità del servizio e ai numerosi problemi che hanno avuto i cittadini con il passaggio al digitale. "La Rai – denuncia Altroconsumo – non ha provveduto, come prescriveva il contratto di servizio, allo sviluppo e all’adozione di un sistema di misurazione della qualità della propria offerta di servizio pubblico radiotelevisivo (il cosiddetto Qualitel), cosa che avrebbe consentito alla Rai di mantenersi su livelli qualitativi in linea con quelli previsti nella disciplina vigente. Compresa la possibilità di evitare quegli inadempimenti che hanno indotto Altroconsumo a proporre una class action. Per questo – ricorda l’Associazione – la Rai è stata anche sanzionata da Agcom. La mancata adozione del Qualitel ha impedito i relativi controlli e quindi contribuito a determinare lo scarso livello qualitativo di tali contenuti, ledendo così il diritto degli abbonati a un’offerta televisiva pubblica".

Altroconsumo ritiene che in Italia sia ancora utile una tv di servizio pubblico, purché essa svolga adeguatamente tale importante mandato adempiendo correttamente agli obblighi prescritti dal contratto di servizio, nonché dal contratto di abbonamento sottoscritto con ciascuno degli abbonati Rai. "Nel corso del 2010 questo non è avvenuto: unisciti anche tu alla nostra class action per salvaguardare un tuo diritto civile primario dal rango costituzionale, quale è quello a un’informazione libera, plurale e obiettiva".

Comments are closed.