PREZZI. Record storico per il grano a 30 centesimi al chilo

Il prezzo del grano ha raggiunto il record storico toccando quasi i 30 centesimi di euro al kg alla chiusura del mercato al Chicago Board of Trade. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che il prezzo fissato per bushel (pari a 27,2 chili) è balzato in un solo giorno del 7,4 per cento per un valore di 12,145 dollari a bushel per i future con consegna a maggio, che è il 34 per cento in piu’ rispetto alle quotazione di inizio anno.

Colpa soprattutto della notizia delle scorte di grano statunitensi ai minimi negli ultimi 50 anni e delle dalle informazioni sugli effetti negativi del maltempo sulle potenzialità produttive in diverse parti del mondo. Coldiretti tranquillizza i consumatori spiegando: I rialzi secondo gli operatori non influenzeranno il mercato al consumo poiché le grandi multinazionali come Kellogg, General Mills e Kraft si sono garantite con contratti di fornitura di lungo periodo, mentre per l’Unione Europea l’effetto risulta contenuto dal record fatto registrare dall’Euro sul dollaro con il tasso di cambio a 1,50, anche se l’aumento del petrolio influenza il costo dei trasporti.

Confesercenti parla di un "fenomeno di speculazione sui mercati internazionali, ma non possiamo ignorare che le tensioni sui prezzi derivano da profondi mutamenti in atto dei mercati delle materie prime a causa della pressione di nuovi grandi paesi come India e Cina, oltre a fenomeni contingenti, anche se non irrilevanti, come quelli derivanti da motivi climatici".

Secondo la confderazione la difesa dell’euro, l’unica, alla lunga non basterà. Inutile girare intorno al problema: le tensioni internazionali non si fermano né con le chiacchiere, né con le polemiche. La prima cosa da fare in Europa ed in Italia è quella di reagire crescendo come produttori di frumento. Non dimentichiamo, ad esempio, la forte dipendenza del nostro paese dalle importazioni. Solo per rimanere in Italia secondo i dati Ismea da giugno scorso a febbraio 2008 il prezzo all’origine del grano duro è cresciuto del 140%, del grano tenero del 50%. Mentre il prezzo al consumo del pane, nel 2007, secondo l’Istat, è salito del 5,7%, quello della pasta il 3,7%.

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