PREZZI. Rincarano i carburanti. AACC: intervenire subito

I Consumatori tornano a sollevarsi contro il caro carburanti. La settimana infatti si è aperta con una nuova risalita dei prezzi di benzina e diesel: secondo le rilevazioni di Staffetta quotidiana, la benzina è a un passo da 1,42 euro al litro, il gasolio ha sforato il tetto di 1,3 euro al litro. Troppo per le associazioni dei consumatori, che chiedono la liberalizzazione delle pompe bianche, una Commissione sulla doppia velocità, l’abolizione dei millesimi. E denunciano come l’Italia sia fra i paesi più cari d’Europa.

È quanto afferma l’Adoc per voce del presidente Carlo Pileri: "L’Italia è tra i Paesi europei dove la benzina costa di più, con una maggiorazione dello 0,7% rispetto alla media dei Paesi della zona euro. In Austria un litro di verde costa il 13,9% in meno che in Italia, in Spagna si risparmia il 17%, in Irlanda circa il 5%. Mentre in Olanda, Finlandia, Grecia, Germania e Belgio mettere benzina è più esoso che in Italia. Nella vicina Svizzera per un litro di verde si spende il 19,8% in meno, in Svezia si paga il 2,2% in meno. Prezzo medio simile invece in Gran Bretagna e in Portogallo". Soprattutto, spiega l’associazione, il caro benzina danneggia direttamente i consumatori al rifornimento ma provoca anche i rincari dei prodotti, primi fra tutti gli alimentari, che vengono trasportati su gomma.

Quali le richieste? Afferma Pileri: "Oltre all’applicazione del protocollo di riforma, chiediamo che si realizzi in tempi stretti un taglio delle accise di 10 centesimi e la liberalizzazione delle pompe bianche, dando la possibilità di vendere anche prodotti "non-oil" ai distributori tradizionali, il cui numero sul territorio è sufficiente ma può essere anche aumentato. I consumatori – aggiunge il presidente Adoc – sono stufi della pseudo moral suasion del Governo verso i petrolieri, utile solo a questi ultimi, visto che non ha portato nessun miglioramento dal punto di vista dei prezzi alla pompa, né sul piano della concorrenza e tantomeno sulla riforma del sistema di distribuzione dei carburanti. Finora abbiamo sentito solo parole, parole, parole."

Adusbef e Federconsumatori stimano le ricadute dei nuovi aumenti sulle tasche dei cittadini: sono pari a 84 euro annui per i costi diretti e a 73 euro per i costi indiretti. Le due associazioni chiedono dunque "la Commissione istituzionale sulla doppia velocità; la razionalizzazione della rete e l’apertura alla vendita attraverso il canale della grande distribuzione; il blocco settimanale degli aumenti; l’abolizione della cifra relativa ai millesimi, dannosa e fuorviante ai fini di una reale comparazione tra i prezzi applicati dalle diverse compagnie e dai diversi distributori".

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