PREZZI. Rincari della spesa, a settembre il tavolo di confronto

Sarà convocato per le prime settimane di settembre un tavolo fra distribuzione, industria, cooperative e imprese agricole per rafforzare la tutela della trasparenza, garantire il reddito degli agricoltori e prezzi equi per i consumatori. Si vigilerà ma bisogna evitare allarmismi. È quanto afferma il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro a fronte delle notizie che prevedono, con l’arrivo di settembre, una raffica di aumenti sui prodotti alimentari, su pane e pasta, latte, carne e formaggi.

Le notizie di questi giorni parlano di rincari che, per i prezzi di pasta, pane e dolci, secondo le stime disponibili, si aggireranno fra il 5 e il 20%. E secondo Federconsumatori i consumi alimentariregistreranno un aumento del 7,4% che, in valori assoluti, corrisponde a 414 euro in più di spesa l’anno per le famiglie italiane.

Niente allarmismi, è il messaggio che arriva dal Ministero. Per De Castro "bisogna evitare inutili allarmismi in tema di rincari, mentre occorre vigilare con la massima attenzione sui rischi, sempre possibili, di fenomeni speculativi. Per questo motivo è attivo un monitoraggio puntuale, da parte degli osservatori sui prezzi alla produzione ed al consumo sia del Ministero politiche agricole alimentari e forestali sia del Ministero dello sviluppo economico". Nel caso della pasta e del pane l’aumento dei costo del grano si aggira intorno al 20-25% su scala internazionale e questo si tradurrebbe in un aumento "di pochi centesimi al kg al consumo (fino al 10% in più per la pasta secca), aumenti che spesso tengono conto più del rincaro dei costi energetici che delle materie prime". "Il costo delle materie prime agricole, infatti, incide in misura limitata sul prezzo di vendita finale, ed allo stesso momento vi sono prodotti alimentari le cui materie prime hanno prezzi in calo – afferma una nota – Inoltre si possono ottenere risultati importanti sui prezzi di vendita al consumo dalla razionalizzazione della catena logistica di distribuzione e dal contenimento dei costi energetici (come nel caso dell’ortofrutta fresca, dove al contrario per molte varietà di ortaggi e frutta si è assistito ad un calo del prezzo e non ad un aumento)". Per le prime settimane di settembre è dunque prevista "la convocazione del tavolo tra distribuzione, industria, cooperative e imprese agricole per definire ulteriori interventi per rafforzare la tutela della trasparenza e per garantire il reddito degli agricoltori e prezzi equi ai consumatori".

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