PREZZI. Riso come l’oro, aumentato del 70% dall’inizio dell’anno. Allarme di Coldiretti

E’ l’alimento più consumato al mondo. Ma ha raggiunto il prezzo record di 24,82 dollari per hundredweight (50,8 chili), in base alla quotazioni del Chicago Board of Trade. Parliamo del riso il cui costo, secondo Coldiretti, è cresciuto di oltre il 70% dall’inizio del 2008, provocando conseguenze economiche ed alimentari in ogni parte del Mondo, dai Paesi più poveri fino alle Nazioni più sviluppate come gli Stati Uniti.

La causa dell’aumento della materia prima è da ricercarsi negli "effetti delle tensioni sui mercati internazionali dove – dichiara Coldiretti – si registrano preoccupazioni ben più gravi per l’impennata dei prezzi di un prodotto come il riso che sfama oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo e mette a rischio la stabilità sociale e lo sviluppo economico". "Il balzo in avanti delle quotazioni – sostiene la Confederazione – è anche il frutto delle speculazioni che si sono spostate sul mercato delle materie prime agricole e sta provocando rivolte e proteste in numerosi Paesi dove si stanno adottando iniziative per calmierare i prezzi".

Paesi produttori come India, Cambogia e Brasile hanno annunciato la temporanea sospensione dell’export di riso per garantire il fabbisogno nazionale. Ed anche il Vietnam, terzo esportatore al mondo, ha ridotto le spedizioni dell’11%. Provveddimenti di emergenza anche da parte di Cina e Filippine, mentre persino gli USA iniziano a manifestare le prime reazioni agli aumenti, con crescenti episodi di accaparramento delle scorte da parte dei ristoranti.

"Siamo di fronte – prosegue la Coldiretti – a un cambiamento delle gerarchie all’interno dell’economia e un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l’agricoltura nei prossimi anni sia nella fornitura di beni alimentari che come opportunità per lo sviluppo di alternative energetiche. Uno scenario che deve significare una nuova attenzione per sostenere la crescita del settore a livello nazionale, comunitario ed internazionale. Serve più politica agricola per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e scongiurare i limiti alla crescita rappresentati dalla scarsità di materia prima di fronte alla crescita della domanda dei Paesi emergenti come India e Cina e agli effetti dei cambiamenti climatici". Massima attenzione anche in Italia che, con 220mila ettari di terreno e circa 1,4 milioni di tonnellate, è il primo produttore europeo.

 

 

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