PREZZI. Sale l’inflazione. Consumatori preoccupati. Vacanze: sono costate il 16% in più

La crescita dell’inflazione – secondo le odierne stime Istat, pari al 2,8% ad agosto – è sempre più grave e preoccupante, alla luce di un potere d’acquisto delle famiglie sempre più ridotto, dei rincari di prezzi e tariffe, della manovra incerta che si sta prospettando da parte del Governo. Non possono che essere preoccupate le reazioni delle associazioni di consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef, si tratta di un aumento "ormai incontrollato, che si dimostra in piena contraddizione con l’andamento dei consumi che, appena ieri, registravano l’ennesima battuta di arresto".

Commentano le due associazioni: "Il potere di acquisto delle famiglie è ormai allo stremo, tanto che queste ultime sono costrette a tagliare le proprie spese, persino quelle nel settore alimentare, e a vendere il proprio oro o impegnare i propri beni per arrivare a fine mese. Situazione su cui vanno ad infierire ulteriormente anche le pesanti ricadute della manovra economica disposta dal Governo, che continuiamo a definire iniqua, sbagliata e deleteria per il Paese". Federconsumatori e Adusbef parlano in particolare di "volontà speculative" in campo energetico e stimano la ricaduta dell’aumento di prezzi e tariffe in oltre 1500 euro l’anno a famiglia.

L’Adoc risponde ai dati Istat sui rincari dei trasporti sottolineando che già per le loro vacanze gli italiani hanno speso in media il 16% in più dello scorso anno. Spiega il presidente Carlo Pileri: "Le famiglie italiane hanno dovuto subire un aggravio di spesa di oltre 200 euro per le proprie vacanze, il 16% in più dello scorso anno. Soprattutto il settore trasporti ha fatto impennare i costi. La spesa per un traghetto quest’anno è aumentata del 70%, pari a circa 230 euro di aggravio rispetto allo scorso anno. Per un biglietto aereo di andata e ritorno si sono spese in media 112 euro in più, un rialzo del 25%, per un biglietto del treno il 7% in più. Se si è scelto di viaggiare in auto la spesa è aumentata del 16,4%, 23 euro in più per due pieni. L’entità ingente dei rincari ha spinto gli italiani a rinunciare alle vacanze, circa l’82% è rimasto a casa".

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