PREZZI. Scatta da domani Iva al 21%

Scatta da domani l’aumento dell’Iva al 21% deciso nella manovra. Esclusi generi alimentari, bevande e sanità, saranno tantissime le voci che vedranno l’aumento di un punto percentuale: prodotti per l’igiene personale e per la casa, automobili, abbigliamento, carburanti, elettrodomestici, articoli sportivi, cinema e concerti, nonché i servizi sportivi ed estetici, le telecomunicazioni, servizi di liberi professionisti e di artigiani.

Le associazioni dei Consumatori si sono levate da giorni a denunciare i rincari veri e quelli possibili legati a eventuali arrotondamenti o a speculazioni, ma anche le ripercussioni sui prezzi che si avranno nella filiera dei carburanti.

Più contenute le stime odierne della CGIA di Mestre, per la quale l’aumento dell’Iva sulla spesa di una famiglia tipo (composta di 3 persone) sarà pari a 92 euro in più l’anno. Oltre un terzo di questo aumento sarà riconducibile alle spese per il settore dei trasporti, ovvero all’aumento dei prezzi, in particolar modo, della benzina e del gasolio per autotrazione e dei biglietti dei bus e dei treni. Il gettito complessivo atteso con l’aumento dell’aliquota Iva dal 20 al 21% sarà di 700 milioni per l’anno in corso e, a partire dal 2012, di oltre 4,2 mld di euro.

Il passaggio dal 20% al 21% dell’aliquota Iva non inciderà sulla spesa dei beni di prima necessità, come gli alimentari e le bevande, la sanità, l’istruzione, l’abitazione ecc., tutti beni ai quali si applica l’Iva al 10% o al 4%, o non si applica affatto. Di 92 euro che le famiglie sborseranno in più ogni anno, stima la CGIA, 32 euro saranno per la spesa dei trasporti (aumento carburanti, acquisto mezzi di trasporto, ticket per bus/treni e voli aerei); 18 euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e per l’abbigliamento e le calzature; 12 euro verranno spesi in più per altri beni e servizi (effetti personali, servizi ai minori ed agli anziani, assicurazioni, cura della persona); 6 euro per la spesa per le comunicazioni (servizi postali, apparecchi telefonici, servizi di telefonia); 5 euro per i giochi, la cultura ed il tempo libero (articoli sportivi, cinema, teatro, pacchetti vacanze).

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