PREZZI. Servizio idrico, Federconsumatori: Carte dei servizi, grande variabilità da ridurre

La normativa ribadisce l’obbligo della carta dei servizi a tutela degli utenti e stabilisce un ruolo significativo per le associazioni dei consumatori e per la risoluzione non giurisdizionale delle controversie. Dall’indagine sulle Carte dei servizi nel settore idrico, realizzata da Federconsumatori e da Creef (Centro ricerche economiche, educazione, formazione) e presentata oggi a Roma nell’ambito di un convegno sul servizio idrico, emerge una grande variabilità nell’applicazione della normativa e nella determinazione degli standard nelle 52 città campione. "La variabilità esistente – è la conclusione cui arriva l’indagine – va possibilmente ridotta in quanto ingiustificata e deve quindi essere posto all’attenzione delle autorità di settore, locali e nazionali, attuali o future, il compito di provvedere a omogeneizzare l’applicazione delle norme sul territorio".

Qualche esempio tratto dall’indagine rende l’idea di tale variabilità. Per quanto riguarda la richiesta di dati relativi alla Carta dei servizio idrico, hanno risposto 52 città: in 51 città è stata adottata la Carta dei servizi. La Carta in vigore da maggior tempo è quella adottata dal gestore di Ancona (1995); delle 52 città del campione 34 non indicano espressamente una cadenza di aggiornamento della Carta; 17, invece prevedono l’aggiornamento della Carta in periodi di tempo variabile, che vanno dall’anno al quinquennio.

Per quanto riguarda più in particolare il tempo massimo in giorni per provvedere a rettificare le fatture, rileva l’indagine, "il tempo minore previsto è stabilito dalla Carta di Padova, nella quale il tempo massimo entro cui la fattura deve essere rettificata è pari a 2 giorni; il tempo massimo è previsto invece nelle Carte in vigore nelle città pugliesi (Bari, Brindisi, Lecce, Foggia e Taranto) dove il tempo massimo è pari a 180 gg. In 23 su 52 delle Carte esaminate, il mancato rispetto dello standard massimo in giorni è sanzionato prevedendo a carico del gestore la corresponsione a favore dell’utente di un’indennità che va da 15 € (Belluno) a 100 € (Gorizia). Nella Carta in vigore a Potenza e Matera è prevista la corresponsione di un’indennità pari a 2 € al giorno per ogni giorno di ritardo oltre il tempo massimo previsto dalla Carta che corrisponde a 90 gg".

Per quanto riguarda lo standard che prende in considerazione il tempo massimo in giorni entro cui il gestore deve rispondere alle richieste degli utenti, questo standard varia da 1 giorno (Asti) a 45 gg. (Pisa): in 27 Carte su 52 è prevista una sanzione a carico del gestore nel caso di risposte in tempi superiori a quelli dello standard che va da 10 € (Rovigo) a 100 € (Gorizia).

Per quanto riguarda, ancora, il tempo massimo entro cui il gestore deve rispondere ai reclami presentati dagli utenti, questo varia a seconda che sia previsto o meno un sopralluogo: "Nel caso in cui sia previsto un sopralluogo il tempo massimo varia da 14 gg. (Arezzo) a 45 gg. (Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto). Nel caso in cui non sia previsto il sopralluogo il tempo massimo varia da 7 gg. (Arezzo) a 30 gg. Nella Carta di Imperia è prevista invece la risposta immediata. La sanzione a carico del gestore nel caso di mancato rispetto degli standard varia da 10 € (Rovigo) a 100 € (Gorizia)".

Altro tema preso in considerazione è la continuità del servizio, quindi i tempi minimi in ore di preavviso in caso di interventi programmati e la durata massima in ore delle sospensioni programmate: c’è in 44 Carte un tempo minimo in ore di preavviso che va dalle 8 ore previste a Bologna alle 72 ore delle città pugliesi e della Basilicata, con un dato medio di 47 h. Solo in 6 carte, però, è prevista un’indennità in caso di mancato rispetto di questo standard. Per quanto riguarda invece le sospensioni del servizio idrico per interventi programmati, 43 Carte prevedono una durata massima che va da 6 ore (Sondrio) a 24 ore (Belluno, Brescia, Cagliari, Ferrara, Gorizia, Novara, Nuoro, Oristano, Padova, Pavia, Piacenza, Sassari e Trieste) con un dato medio pari a 16 h. Per il mancato rispetto dello standard in 8 Carte è prevista la corresponsione all’utente di un’indennità in euro che va da 25,82 € (Trieste) a 36 € Piacenza, con un dato medio di 22 €.

Comments are closed.