PREZZI. Stabilimenti balneari, Adiconsum propone Osservatorio

Non sono andati in porto i tentativi di aumentare i "canoni irrisori" pagati dagli stabilimenti balneari, che incassano molto, dietro il pagamento di bassi costi di concessione. "Non è possibile immaginare che la concessione di aree pubbliche diventi un diritto di proprietà, in violazione delle norme europee che prevedono bandi di gara ogni sei anni": è quanto afferma Adiconsum davanti alla protesta delle associazioni degli stabilimenti balneari "contro la Direttiva Europea Bolkestein, in quanto proprio in questi giorni se essa non verrà applicata lo Stato rischia di pagare l’infrazione, con l’ennesimo esborso di soldi proveniente dalle tasse di tutti i cittadini", precisa il segretario generale Paolo Landi.

"Spiagge ed arenili – afferma Pietro Giordano, segretario nazionale dell’associazione – possono essere oggetto di concessioni demaniali, ma non di privatizzazione e cementificazione selvaggia. Si tratta di garantire il giusto equilibrio fra sfruttamento economico di questi beni ed il diritto di tutti i cittadini di continuare a goderne comunque".

Adiconsum chiede dunque alle associazioni imprenditoriali SIB, FIPE e FIBA Confesercenti di realizzare un protocollo d’intesa con la creazione di un ente bilaterale che:

  • Realizzi un Osservatorio sul comparto, che oltre ad analizzare il mercato del settore rifletta congiuntamente sui costi delle concessioni;
  • Realizzi una commissione paritetica di conciliazione che affronti e risolva i contenziosi tra Stabilimenti balneari e consumatori;
  • Realizzi codici di condotta che inseriscano delle "best practice" nel settore con vantaggio di tutte le parti;
  • Realizzi una carta dei servizi e dei diritti dei consumatori;
  • Realizzi formazione ed informazioni congiunte.

 

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