PREZZI. Stime Istat: a maggio 2009 inflazione quasi al minimo storico (+0,2%). I commenti

L’indice dei prezzi al consumo nel mese di maggio 2009 dovrebbe essere salito soltanto dello 0,2% rispetto al mese precedente, portando l’inflazione ad uno dei livelli più bassi degli ultimi 30 anni. E’ quanto registrano le stime flash dell’Istat diffuse oggi. Su base annua il tasso di inflazione sarebbe dello 0,9%, rispetto a maggio 2008.

Gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività sono stati subiti dalle Comunicazioni (+0,9%), dai Trasporti (+0,6%) e da Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,3%); l’Istruzione non ha registrato alcuna variazione, mentre un calo dello 0,3% si è avuto inRicreazione, spettacoli e cultura. Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+5,0%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,5%) e Altri beni e servizi (+2,4%). Una variazione tendenziale negativa si è verificata nei capitoli Trasporti (-3,4%).

"I dati ci convincono ancora di più che nelle varie filiere produttive si annidano vere e proprie speculazioni". E’ questo il commento ai dati dell’Istat di Federconsumatori e Adusbef. "Se prendiamo il dato Istat relativo alla riduzione dei prezzi alla produzione sul mercato interno – spiegano le Associazioni dei consumatori – che registrano un calo del 5,3%, e lo accompagniamo a quello che oramai è sotto gli occhi di tutti, e cioè la discesa dei prezzi internazionali delle materie prime rispetto all’anno scorso (essenzialmente grano e petrolio), ci accorgiamo come, per assurdo, tali diminuzioni non abbiano alcun riscontro sui prezzi al dettaglio, che continuano imperterriti o a mantenersi elevati o addirittura ad aumentare".

"Interessati dagli aumenti sono soprattutto i generi di prima necessità: pane, pasta e latte, il settore dell’igiene per la casa e personale, ed anche il comparto dell’abbigliamento e calzaturiero.
Lo stesso Istituto di Statistica, senza entrare nella solita polemica in merito ai dati sottostimati o meno, registra un’inflazione con segno positivo, che comporterà, da sola, una ricaduta sulle famiglie di 300 € in più nella spesa annua".

Federconsumatori e Adusbef, quindi, denunciano "la contraddizione che questo Paese e le famiglie italiane vivono. Da un lato, una forte riduzione dei prezzi industriali e dei costi delle materie prime e, dall’altro, un pervicace aumento dei prezzi. Non si dica che il tasso di inflazione sta scendendo, oggi allo 0,9%, poiché questo ultimo illustra l’andamento percentuale degli aumenti dei prezzi e, fino a quando rimarrà positivo, vorrà dire che i prezzi continuano ad aumentare.

"Le nostre tesi in merito alle speculazione all’interno delle filiere – concludono le Associazioni – sono avvalorate anche dal fatto che, mentre nell’area Euro l’inflazione passa dallo 0,6% allo 0, in Italia questa va dall’1,2% allo 0,9%, con un andamento decisamente più frenato. È quindi necessario, oltre che agire contro le speculazioni, che si abbattano i prezzi di almeno il 20% e si metta mano, finalmente, ad un processo di detassazione per le famiglie a reddito fisso, per almeno 100 euro al mese".

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