PREZZI. Stime Istat, inflazione 2010 all’1,5%, il doppio del 2009. Commenti

Balzo in su dell’inflazione. Le stime provvisorie pubblicate oggi dall’Istat danno l’inflazione su base annua all’1’9% a dicembre 2010, contro l’1’7% di novembre. E’ il dato più alto da dicembre 2008. Il tasso di inflazione medio annuo nel 2010 è stato dell’1,5%, quasi il doppio rispetto allo 0,8% del 2009.

Gravissimo il dato, secondo Federconsumatori e Adusbef. "Il dato relativo all’inflazione registrata nel 2010 si conferma gravissimo e, come abbiamo denunciato instancabilmente durante tutto il corso dell’anno, è in piena contraddizione con i principali indicatori economici." – dichiarano i presidenti delle Associazioni Rosario Trefiletti e Elio Lannutti – Tutti i segnali testimoniano una situazione a dir poco allarmante: dal crollo del potere di acquisto (-9,6% dal 2007 ad oggi), a quello dei consumi (-1,5% nel 2008, -2,5% nel 2009 e del -2% nel 2010, per una caduta complessiva del -6% negli ultimi 3 anni), alla contrazione dell’indebitamento da parte delle famiglie. Come se non bastasse – aggiungono i Presidenti – cassa integrazione e licenziamenti non accennano ad arrestarsi, continuando ad innescare un pericoloso circolo vizioso dal quale sarà difficile uscire se non si correrà ai ripari al più presto. In uno scenario simile la crescita media del tasso di inflazione dell’1,5% rappresenta la prova che qualcosa non sta andando per il verso giusto".

Secondo le Associazioni il dato sull’inflazione risulta ancora sottostimato. Infatti, gli aumenti registrati nel 2010 sono decisamente più elevati, basti pensare che il solo tasso aumento dei prezzi relativi ai beni acquistati con alta frequenza, formalmente, è pari al 2%, ma, secondo i nostri studi, raggiunge addirittura il + 3,2-3,3% . "Oltretutto a questo si aggiungeranno ulteriori rincari che hanno già iniziato la loro corsa con il nuovo anno, con ricadute che, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ammonteranno a 1.016 euro a famiglia nel 2011. È evidente che, così, non si può andare avanti. Le famiglie non ne possono più, sia dei continui rincari e della difficoltà che devono affrontare ogni giorno, sia dell’inerzia del Governo di fronte a tale situazione. Per questo non si può più aspettare: oltre a intervenire disponendo controlli e verifiche nei confronti di chi mette in atto intollerabili speculazioni, evitando ulteriori aumenti di prezzi e tariffe, è indispensabile avviare misure a sostegno del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso, a partire da una detassazione di almeno 1200 euro annui".

"In assenza di misure che vadano in questa direzione, quello alle porte si prospetta come un anno ancora peggiore di quello appena trascorso, anche grazie al pessimo "contributo" fornito dalle manovre attuate dal Governo che, come al solito, ricadranno sulle famiglie".

"Gli indici dei prezzi al consumo provvisori dell’Istat per Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale di Adiconsum – sono fortemente preoccupanti e se confermati non promettono nulla di buono, in quanto se l’economia esce dal tunnel della crisi, come tutti speriamo, gli indici d’inflazione schizzerebbero in alto e diverrebbero un freno per lo sviluppo futuro. L’inflazione è la tassa più iniqua che possa esistere perché finisce per colpire i redditi fissi e più deboli delle nostre famiglie".

Secondo Adiconsum un altro dato fortemente preoccupante rilevato dall’Istat è quello degli incrementi tendenziali. I più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (più 4,2%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 3,5%) e Altri beni e servizi (più 3,2%). "Come sempre – prosegue Giordano – piove sul bagnato! Proprio i beni ed i servizi indispensabili per le famiglie sono quelli che hanno il maggiore incremento in termini percentuali e purtroppo visti i tagli dei trasferimenti dallo Stato centrale alle amministrazioni periferiche, a giudizio di Adiconsum, tali aumenti sono destinati a crescere, con il rischio di innescare una spirale inflattiva proprio a cavallo tra la crisi e la ripresa economica". Adiconsum è convinta che solo una reale politica di lotta all’evasione fiscale ed ad una concreta politica che ridimensioni la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e da pensione, oltre che una equiparazione della tassazione sulle transazioni finanziarie, riuscirà a liberare risorse capaci di mettere in sicurezza i redditi e quindi l’economica del nostro Paese, oltre che rilanciare veramente un’economia ancora in sofferenza.

Altrettanto duro il commento del Movimento Difesa del Cittadino (MDC): "Le cifre dell’Istat indicano la gravità della crisi delle famiglie, ormai in piena emergenza finanziaria: i servizi più in generale e i trasporti in particolare si stanno rivelando un peso insopportabile sui bilanci sempre più magri dei consumatori". "Ormai la benzina sta superando 1,5 €, spingendo in alto sempre più la fiammata inflazionistica, perché si ripercuote su tutti i costi, dall’alimentare agli elettrodomestici, perché gli autotrasportatori aumentano le tariffe del trasporto. Particolarmente odiosi e inaccettabili sono poi gli aumenti già previsti per il 2011 per le autostrade: + 13,58%; per quelle gestite da Autovie Venete S.p.A; oltre il 12% l’A4 Torino-Milano, con punte del 12,95% per la tratta Novara Est-Milano e del 12,38% per la tratta Torino-Novara Est; +7,08% per la Brescia-Padova. Odiosi e inaccettabili anche alla luce delle recenti disastrose performances di gestione di fronte all’emergenza neve. Questi aumenti dovrebbero essere rapportati ad investimenti reali, oltre che a livelli di qualità del servizio e all’inflazione generale. Invitiamo – conclude il Movimento Difesa del Cittadino – Mr. Prezzi, sempre che esista ancora, a battere un colpo".

Molto preoccupanti i dati secondo il Codacons, che aggiunge: "Anche se l’inflazione si fermasse per tutto il 2011 all’1,9%, si determinerebbe una stangata per le famiglie italiane pari a 567 euro su base annua". E, sottolinea: "Se invece, come temiamo, il trend di risalita dell’inflazione si confermasse nel corso del 2011, allora la stangata salirebbe addirittura a 902 euro a famiglia, come previsto dalle associazioni aderenti a Casper (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori)". Ecco perché il Governo, evidenzia il presidente del Codacons Carlo Rienzi, "a differenza di quanto ha fatto finora, dovrebbe considerare come una priorità della sua politica economica, l’abbattimento dei prezzi, cominciando ad esempio a sterilizzare gli aumenti dei carburanti, che finiscono per avere un effetto moltiplicativo sull’inflazione". Inoltre, continua, "il Governo dovrebbe intervenire con le liberalizzazioni, per fare in modo che gli italiani non abbiano le banche, le assicurazioni, i telefoni, la luce ed il gas più cari d’Europa".

Secondo Confesercenti, invece, l’inflazione resta sotto controllo. L’1,5% annuo segnala comunque il fatto che nel 2010 è rimasta molto contenuta e quindi non può destare alcuna preoccupazione. Del resto, lo 0, 8% del 2009, era il frutto della bufera della crisi internazionale aggravata da una caduta dei conti pubblici e dei consumi. Semmai, si può dire, guardando ai dati di dicembre, che i consumi avanzano con un passo molto lento mentre i carburanti vanno al galoppo. I campi di interventi sono chiari: c’è soprattutto l’esigenza di ridare forza alla fiducia ed alla crescita. Questa è la vera svolta che attende il Paese".

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