PREZZI. Stime Istat: inflazione novembre a 1,7%. I commenti: consumi fermi

L’inflazione rimane stabile rispetto al dato di ottobre. Secondo le stime odierne dell’Istat, infatti, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività relativo al mese di novembre presenta una variazione nulla rispetto al mese di ottobre e di più 1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Gli aumenti più significativi nel confronto mensile riguardano Comunicazioni (più 0,7%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Ricreazione, spettacoli e cultura e Altri beni e servizi (per tutti e tre più 0,2%), mentre nel confronto annuale gli aumenti tendenziali più elevati si registrano per Bevande alcoliche e tabacchi (più 3,9%), Trasporti e Altri beni e servizi (per entrambi più 3,3%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 2,9%).

Per Confesercenti, si tratta di un’inflazione ferma che segnala uno stato di bassa crescita: "L’inflazione a novembre si conferma sotto controllo e questo è comunque un bene. Ma, al tempo stesso, segnala che l’Italia è praticamente ferma sul piano economico, manca la fiducia, resta nelle famiglie un pessimismo di fondo legato in primo luogo ai timori per il lavoro. Del resto se – come segnala l’Istat – si togliesse il balzo dell’energia il dato di novembre indicherebbe una inflazione in forte rallentamento. La crisi più grave resta quella economica tanto che i consumi sono più da deflazione che da ripresa e questo non è certo un bel segnale per le festività di fine anno che sono tradizionalmente un’occasione di rilancio della domanda interna, dell’occupazione e della produzione".

Consumi che presagiscono un Natale "ipercongelato" per Adusbef e Federconsumatori: "Si conferma gravissimo il dato relativo al tasso di inflazione. Non ci stancheremo di dire che, in una situazione delicata e difficile come quella in cui si trova oggi il Paese, un livello di inflazione all’1,7%, oltre che in contraddizione con i parametri economici, rappresenta un vero e proprio segnale di allarme circa la presenza di fenomeni speculativi". Per le due associazione, la stima della ricaduta di tale dato è da calcolare in 510 euro l’anno a famiglia. La richiesta: anticipare i saldi e detassare le tredicesime: "Alla luce di questi dati, il Natale alle porte si prospetta iperglaciale, con un crollo dei consumi dell’11%".

"Per questo è indispensabile intervenire immediatamente per portare un po’ di sollievo al mercato e all’economia – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Questo attraverso una detassazione della tredicesima mensilità e (in attesa di una completa liberalizzazione) una anticipazione dei saldi ben prima della scadenza natalizia, come peraltro già avvenuto nelle grandi metropoli a livello internazionale".

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