PREZZI. Stime Istat: inflazione vola a 2,6%. Consumatori in allarme

Inflazione ancora in salita: secondo le stime preliminari dell’Istat, ad aprile i prezzi al consumo per l’intera collettività aumentano dello 0,5% rispetto al mese di marzo e del 2,6% rispetto allo stesso mese del 2010 – a marzo erano già saliti a più 2,5%. Si tratta di un’accelerazione che, spiega l’Istituto, risente in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei Servizi relativi ai Trasporti. Inoltre, un importante effetto sulla dinamica in crescita deriva dall’andamento dei Beni energetici regolamentati. La reazione delle associazioni dei consumatori sono tutte decisamente negative, centrate sulle inevitabili ripercussioni che tale andamento avrà sulle tasche dei cittadini.

A livello tendenziale, il confronto con il 2010 rileva che i maggiori tassi di crescita interessano Trasporti (+6,1%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5,0%), Altri beni e servizi (+3,0%). Quelli più contenuti riguardano Servizi sanitari e spese per la salute (+0,6%), Abbigliamento e calzature e Mobili, articoli e servizi per la casa (per entrambi +1,5%). In flessione risultano i prezzi delle Comunicazioni (-1,3%) e di Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,3%).

Focus sui prezzi degli alimentari: ad aprile, aumentano rispetto a marzo dello 0,1%, evidenziando una lieve accelerazione del tasso tendenziale, che sale al 2,3% dal 2,2% del mese precedente. In particolare, i prezzi dei prodotti lavorati crescono dello 0,3% su base congiunturale e dell’1,8% rispetto ad aprile 2010 (in accelerazione dall’1,5% di marzo); i prezzi dei prodotti non lavorati diminuiscono dello 0,5% sul piano congiunturale e aumentano del 2,9% su quello tendenziale (era +3,6% a marzo).

Si segnala l’aumento rispetto a marzo dei prezzi del Latte fresco (+0,7%) e dei Formaggi e latticini (+0,5%), che registrano una crescita sull’anno del 4,4%. Un rialzo sostenuto si rileva, inoltre, per il prezzo del Caffè (+2,0%), cresciuto su base annua dell’8,0%. La diminuzione congiunturale dei prezzi degli Alimentari non lavorati è principalmente dovuta al calo dei prezzi dei Vegetali freschi (-5,1%) e della Frutta fresca (-1,0%), che registrano tassi di crescita tendenziali rispettivamente pari al 3,7% e al 4,5%. Si riscontra un aumento congiunturale significativo del prezzo della Carne ovina e caprina (+2,5%), cresciuto su aprile 2010 del 2,4%, e un rialzo più contenuto del prezzo del Pesce fresco (+0,2%), in aumento su base tendenziale del 3,9%.

I prezzi dei beni energetici, infine, aumentano dell’1,9% rispetto a marzo. Il tasso tendenziale dei rincari è pari dunque al 10,7%, in aumento rispetto al 10,3% del mese precedente.

Allarmate le associazioni dei consumatori. "Prevediamo nei prossimi mesi una costante ascesa dell’inflazione nel nostro paese, e la causa non risiede solo nelle tensioni nel settore energetico. Ciò che ci preoccupa di più – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – è l’abnorme incremento dei costi delle materie prime in numerosi settori produttivi, pari al +33%, con picchi del +39,3% nel settore alimentare. Le ripercussioni sulle famiglie saranno pesantissime, e determineranno nel 2012 un aggravio di spesa pari a 2000 euro a famiglia su base annua".

Per l’Adoc, ci sarà fra le altre conseguenze anche un crollo del turismo. Spiega il presidente Carlo Pileri: "Quest’estate l’80% degli italiani non andrà in vacanza a causa dei rincari, in media di oltre 200 euro, per i trasporti, alloggio e servizi. Il costo di un traghetto quest’anno è aumentato del 70%, pari a circa 230 euro di aggravio rispetto allo scorso anno. Per un biglietto aereo di andata e ritorno si spendono in media 112 euro in più, un rialzo del 25%, un biglietto del treno costa il 7% in più. Senza dimenticare il caro benzina, che provocherà un aggravio di spesa medio di 30 euro per le vacanze".

Federconsumatori e Adusbef ricordano che la tendenza negativa ormai si protrae da tempo e comprende la contrazione dei consumi e il crollo del credito al consumo. E spiegano: "A incidere fortemente sulla determinazione del tasso d’inflazione è soprattutto la notevole crescita dei costi dei carburanti (10,9% su base annua), che denunciamo costantemente e per la quale rivendichiamo da tempo l’adozione di urgenti misure, ormai necessarie per alleggerire il peso che grava sui consumatori. Purtroppo, tale crescita dell’inflazione risulta ancora sottostimata rispetto alle previsioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che anche alla luce della crisi petrolifera e delle ricadute su prodotti energetici e prodotti di largo consumo, i cittadini rischiano una stangata 2011 di ben 1.897 euro".

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