PREZZI. TPL, a Perugia le AACC contestano le tariffe

"L’aumento dei biglietti scatta da ottobre, e agli abbonati è stato scritto che se rinnoveranno entro settembre pagheranno lo stesso importo, mentre chi rinnova dopo pagherà un importo incrementato. La riduzione delle corse partirà invece dal 2011". È quanto spiega Cristina Rosetti, responsabile MDC Perugia, di fronte alle novità che scatteranno a Perugia: aumenti delle tariffe dei trasporti dal prossimo mese e, a partire dall’anno prossimo, una riduzione delle corse. Il tutto senza consultare le associazioni dei consumatori, che pure fanno parte di un’apposita Consulta comunale. Il tutto, attraverso una lettera inviata dall’Assessorato alla mobilità agli abbonati.

Il Corriere dell’Umbria segnala che all’orizzonte ci sono aumenti delle tariffe dei trasporti pubblici, aumenti consistenti, del 50% per i biglietti e del 30% per gli abbonamenti con un taglio delle corse: qual è la situazione in città?

L’Assessore alla mobilità ha scritto a tutti i cittadini abbonati del servizio pubblico, in primis l’Atm, l’Azienda perugina della mobilità, dicendo che a causa dei tagli a livello nazionale saranno costretti a effettuare degli incrementi tariffari e a ridimensionare il servizio, cercando di escludere le corse che hanno meno utenza. Il punto grave è che l’amministrazione ha sottoscritto con noi, associazioni dei consumatori, associazioni di categoria e sindacati, un protocollo, nei primi mesi del 2010. Si era detto che sicuramente ci sarebbero stati aumenti tariffari, poi in realtà hanno deciso tutti gli incrementi senza consultare nessuno. Penso che prima di tagliare i servizi, utilizzando l’alibi dei tagli nazionali, bisognerebbe puntare all’efficienza delle aziende. Non crediamo che l’incremento delle tariffe e il taglio delle corse siano l’unica misura: in realtà dovrebbe essere attuata come estrema ratio e invece viene applicata come prima misura, senza che si spieghi come mai si arrivi a questo senza aver fatto altro.

Ad esempio?

Ci deve essere un recupero di efficienza. Se passi il biglietto da 1 a 1,50 euro e scrivi agli abbonati che probabilmente al 2011 le corse cui si abbonano non ci saranno, e si potranno richiedere indietro i soldi dell’abbonamento, di fatto vieni a toccare un servizio di natura essenziale. Se penso ai margini di risparmio e di costi delle aziende – sicuramente c’è la possibilità di agire per una maggiore efficienza dell’organizzazione dell’azienda – penso che questa è una misura che passa con la sola volontà di voler fare aumenti, o comunque la giustificazione non è stata, di fatto, data. Siamo polemici in questo senso: non si arriva a una misura del genere senza prima aver cercato di fare tutto il resto. In Umbria da anni si parla di un’integrazione a livello di trasporto pubblico locale, e tutto questo, che sicuramente porterebbe risparmi e efficienza, non avviene, e probabilmente le motivazioni sono… di natura politica? Non si sa, ma nulla hanno a che fare con l’efficienza del servizio.

La posizione dei Consumatori è anche quella di chiedere all’amministrazione di condividere con le associazioni le scelte fatte o da fare, tanto più in un periodo in cui i tagli annunciati non riguarderanno probabilmente solo i trasporti…

Esattamente. Nel momento in cui un Comune ha una Consulta comunale dei consumatori-utenti, un organo istituzionale del Comune che quest’ultimo ha deciso di creare con tutte le associazioni dei consumatori, nel momento in cui decide di fare tavoli per la concertazione, che riguardano proprio gli incrementi tariffari, e uno dei punti prevede il controllo della qualità, è incomprensibile come mai a tre mesi dalla firma di quel protocollo in cui il Comune diceva che avrebbe concordato con noi le scelte, si annuncino sui giornali incrementi pesantissimi senza convocazione né delle associazioni dei consumatori né dei sindacati di categoria. Questa è una politica schizofrenica. La scelta deve essere partecipata, c’è il comma 461 della Finanziaria 2008 per la quale bisogna valutare la qualità dei servizi. Se si incrementano le tariffe ma nulla si dice della qualità dei servizi, non c’è trasparenza nelle scelte.

A Perugia, nella seconda metà del mese, ci sarà il Festival dei Consumatori. Cosa ci può anticipare e quali sono le associazioni che stanno organizzando il Festival?

Le associazioni sono otto su dieci di quelle iscritte all’Albo regionale dell’Umbria e sono MDC, MC, Lega consumatori, Acu, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Adoc e Adiconsum. Sarà un’esperienza importante perché affronta argomenti, come l’acqua, la mobilità, i rifiuti, la rappresentatività delle associazioni dei consumatori, di cui ci stiamo occupando da un paio d’anni. Quest’ultima è una sfida nuova per le associazioni, che vogliono fare un salto di qualità. Ad esempio, per la mobilità, affrontare il problema non a valle, quando si dice semplicemente quale sarà il costo del servizio, ma a monte, per poter discutere e partecipare agli atti di programmazione, in cui si costruisce l’architettura dalla quale, a cascata, viene fuori la tariffa. Vogliamo fare il salto di qualità aiutati dalla legge, perché le norme esistono e impongono la partecipazione delle associazioni anche alla programmazione dei servizi. Dobbiamo arrivare al momento della costruzione dei servizi. Questo rappresenta una novità assoluta, non c’è un altro Festival che sia stato organizzato in precedenza, se non quello di Vicenza che si è occupato di tematiche classiche del consumerismo. Per noi è una sfida ma è anche un momento di confronto con le istituzioni locali per far capire che ormai il consumerismo ha un peso, anche politico, di rappresentanza e rappresentatività, che si accompagna ai centri di rappresentatività tradizionali come i sindacati e le associazioni di categoria.

di Sabrina Bergamini

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