PREZZI. Tariffe autostradali, l’anno parte coi rincari. Protestano i Consumatori

L’anno si è aperto con un aumento delle tariffe e dei pedaggi autostradali. Un rincaro che ha sollevato immediatamente le proteste delle associazioni dei consumatori, che denunciano aumenti superiori al tasso di inflazione, gabelle ingiustificate e disagi economici per chi viaggia in autostrada, come il caso della Strada dei Parchi che porta in Abruzzo.

"Una raffica di aumenti per i pedaggi autostradali dal 1° gennaio – ha detto Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum – che non hanno nessuna motivazione, né inflazionistica né dettata da investimenti strutturali su un sistema autostradale fermo agli anni ’60". Per l’associazione la media degli aumenti è pari al 2,40%, ma su alcune tratte l’aumento raggiunge una percentuale pari al 4,78, come sulla Roma-L’Aquila, "imponendo di fatto una "gabella di transito" pari a 6 euro per tutti i pendolari del quadrante est dell’hinterland capitolino". Adiconsum sottolinea inoltre che l’aumento dei pedaggi "favorisce in particolare Autostrade per l’Italia che gestisce km 2854,6 dell’intera rete autostradale e che vede solo un minimo introito (circa 270 milioni) per l’Anas. Così continuerà ad allargarsi la forbice tra il sistema autostradale del Nord e quello del Sud, con la telenovela del completamento della SA-RC e delle "autostrade", se così possono essere definite, della Sicilia e del Mezzogiorno in generale". L’associazione chiede dunque al Governo il varo di un piano infrastrutturale che investa parte dei proventi dello scudo fiscale, tutela da parte delle concessionarie autostradali e un tavolo di confronto fra Autostrade per l’Italia e Consumatori per realizzare una Carta dei servizi e una Carta dei diritti degli automobilisti, nonché un sistema di informazione diretta attraverso i tom-tom.

Gli aumenti sono criticati anche da Coldiretti: "In un paese dove l’80 per cento dei trasporti avviene su gomma l’aumento dei pedaggi autostradali pesa notevolmente sui costi della logistica che incidono per quasi un terzo nella frutta e verdura".

L’Adoc sottolinea soprattutto il caso dei rincari sulla Strada dei Parchi, con un aumento del 4,78% giudicato del tutto "ingiustificato", e ne chiede il blocco per venire incontro alle famiglie abruzzesi vittime del sisma e rilanciare il turismo. "L’aumento medio delle tariffe autostradali, pari all’8,6%, è eccessivo, ben oltre il livello d’inflazione registrato durante l’anno – ha detto Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – inoltre, riteniamo assurdo il rincaro del 4,78% per il pedaggio sulla Strada dei Parchi che collega l’Abruzzo. Dopo il disastroso terremoto la zona non si è ancora completamente ripresa, molte famiglie hanno ancora la necessità di fare continui trasbordi da e per il proprio luogo d’origine, aumentare il pedaggio è un danno grave e ingiustificato. Per questo chiediamo che sia posto un blocco agli aumenti sulla Strada dei Parchi, mantenendo in vigore le attuali tariffe e auspichiamo, inoltre, una diminuzione dei prezzi che porti i valori delle tariffe autostradali al periodo antecedente il terremoto".

Solo per il settore dei trasporti su gomma, quelli che si profilano sono notevoli costi diretti e indiretti: è quanto stimano Federconsumatori e Adusbef che tracciano un riepilogo dei rincari di inizio anno. Per l’assicurazione dei mezzi di trasporto, RC Auto si avrà un aumento di 130 euro in base annua con una ricaduta dello 0.1% sul tasso di inflazione pari a 30 euro annui di maggiori spese; per i carburanti l’aumento sarà di 120 euro l’anno; per l’aumento dei pedaggi autostradali 15 euro per costi diretti e 0.2 % pari a 60 euro in più per costi indiretti. "L’aumento complessivo quindi per costi diretti ed indiretti, derivanti dal sistema trasporto su gomma – stimano le due associazioni – sarà di 415 euro a famiglia, ed è pleonastico affermare che tutto ciò influirà negativamente su un potere di acquisto già ridotto ai minimi termini".

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