PREZZI. Tasse, i Consumatori chiedono di ridurre l’accisa sulla benzina

Ridurre l’accisa sulla benzina e sul gasolio autotrazione che, fra il 2001 e il 2006, ha portato a un maggior carico fiscale di oltre sei miliardi di euro per le famiglie italiane, pari a un esborso aggiuntivo di 275 euro. È quanto affermano Rosario Trefiletti di Federconsumatori ed Elio Lannutti di Adusbef in una nota che interviene sul tema delle tasse: "Si facciano leggi e si prendano provvedimenti in direzione di un alleggerimento della tassazione nel nostro Paese". In questo modo, affermano, se passasse il disegno di legge Bersani al Senato, l’accisa sulla benzina "potrebbe essere ridotta per compensare gli aumenti del prezzo del petrolio a livello internazionale".

"Ecco perché – afferma una nota stampa – l’opposizione dovrebbe, a nostro avviso, celermente convergere su questa proposta, così facendo si potrebbe far perdonare dagli italiani i comportamenti che ha tenuto su questa materia quando ha governato dal 2001 al 2006. Infatti in quel periodo si decise di aumentare l’accisa della benzina, non dimenticando che ciò produceva contestualmente anche un aumento dell’ IVA del 20%. Per la benzina, quindi, dal 2001 al 2006, con varie scadenze, si aumentò l’accisa di 2.5 centesimi sino ad arrivare a 5.2 centesimi nel 2006 (comprensiva di IVA), ciò ha comportato nel quinquennio una maggiore tassazione per 3,215 miliardi di euro. Per il gasolio autotrazione dal 2001 al 2006 l’accisa si aumentò di 2.6 centesimi, sino a 3.8 centesimi del 2006, con un aumento della tassazione di 3,096 miliardi di euro. Complessivamente, solo per questi due prodotti, vi è stata un maggior carico fiscale di 6,311 miliardi di euro, pari ad un maggior esborso per le famiglie di 275 euro". Su ogni tre centesimi di aumento del carburante, affermano, si ha una ricaduta negativa sui prezzi dei beni di ampio consumo che influisce dello 0,1% sull’inflazione. E l’esborso complessivo per le famiglie italiane è diventato pari a 56 euro.

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