PREZZI. Torino, Coldiretti blocca Centrale del latte: forbice troppo ampia tra la stalla e la tavola

Sono sul piede di guerra gli allevatori del Piemonte: rotto il tavolo regionale per l’accordo con gli industriali sul prezzo alla produzione del latte, infatti, hanno deciso di portare in strada il loro malcontento. Da questa mattina alle 4, quindi, cinquecento produttori stanno bloccando la Centrale del latte di Torino. "Riteniamo sia una presa in giro che gli industriali paghino il latte ai produttori solo 0,37 centesimi al litro – dice il presidente della Coldiretti di Torino Riccardo Chiabrando – quando in Lombardia lo pagano 0,42 e in Puglia 0,46. Qui in Piemonte c’è il prezzo alla stalla più basso d’ Italia, forse d’ Europa, a fronte di un latte di altissima qualità. Eppure al consumatore viene venduto a 1,60 euro al litro; i cittadini devono saperlo, forse c’ è qualcosa che nella filiera dal produttore al negozio non funziona. Se la trattativa non si sbloccherà proseguiremo la mobilitazione".

È dello stesso parere il Movimento Difesa del Cittadino di Torino che in un comunicato di qualche giorno fa si chiedeva chi fosse il responsabile di una lievitazione così consistente del prezzo del latte dall’inizio alla fine della filiera. A fornire una risposta è oggi Emilio Fugazzi, responsabile di federazione sempre alla Coldiretti del capoluogo piemontese: "Il rincaro – spiega – si forma tra industria, per un 85-90%, e grande distribuzione, per il restante 10%. Chi acquista latte fresco si trova così a dover pagare anche 1,60 euro laddove il produttore incassa solo 0,37 euro. La nostra protesta nasce proprio da questo: come è possibile una differenza di 5 centesimi al litro alla produzione rispetto alle altre regioni? E inoltre, perché lo scorso settembre l’industria ha aumentato del 30% il prezzo del latte al consumo e oggi nega a noi l’aumento di 5 centesimi concordato proprio a settembre?". E conclude: "Noi vogliamo solo vedere riconosciuta la dignità del nostro lavoro e soprattutto desideriamo che i consumatori sappiano chi sono i veri responsabili dei continui rincari".

Nel corso della mattinata la Coldiretti ha chiesto un incontro urgente con la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso per "illustrarle, nel dettaglio, il disagio in cui stanno vivendo migliaia di aziende zootecniche piemontesi". Quella in atto, dice l’associazione di categoria, "è una vera e propria speculazione alle spalle dei produttori e dei consumatori, che non può più essere tollerata". "Andare dalla Bresso – dichiara Fugazzi- potrebbe per noi essere un segnale in grado di infonderci fiducia".

Per il consigliere regionale di Forza Italia Ugo Cavallera una soluzione alla questione potrebbe venire da accordi quadro: "Di fronte ai limiti delle trattative sul singolo prodotto – suggerisce alla Regione – la Giunta Bresso dovrebbe promuovere la definizione di accordi di più ampio respiro, che impegnino la filiera industriale a ridistribuire i margini di guadagno, valorizzando in modo più equo le eccellenze del territorio".

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