PREZZI. Traghetti Sardegna, Regione ricorre all’Antitrust. Federconsumatori: “Solo un annuncio?”

E’ dall’inizio dell’anno che le Associazioni dei consumatori denunciano i rincari spropositati delle tariffe dei traghetti per la Sardegna. A gennaio Altroconsumo ha lanciato l’allarme: le tariffe per la stagione estiva 2011 sono aumentate in media del 66%, con punte del 100%, e senza alcuna promozione stagionale rispetto al 2010. A questi dati Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) ha risposto annunciando un esposto all’Antitrust.

Oggi, la notizia ufficiale è che la Regione Sardegna ha deciso ricorrere all’Antitrust contro le tariffe praticate dalle compagnia di navigazione per i collegamenti con la Penisola. Il via libera è arrivato oggi con una delibera della Giunta regionale. "Vogliamo tutelare gli interessi dei sardi, dei visitatori e delle nostre imprese – spiega il governatore Ugo Cappellacci – Spiace che da parte dei vettori non vi sia stata la giusta sensibilità ad affrontare la questione sia nel breve che nel lungo periodo e che si renda necessario un conflitto di questo tipo. I prezzi praticati – denuncia il presidente della Regione – rischiano di comprimere le possibilità di ripresa e sviluppo del sistema Sardegna e questo per noi è un fatto intollerabile".

"Ci auguriamo che questa volta la Regione faccia sul serio e non sia soltanto un annuncio". E’ quanto ha detto il Presidente di Federconsumatori Cagliari, Andrea Pusceddu, raggiunto da Help Consumatori. "In ogni caso anche noi, come Federconsumatori, stiamo preparando un ricorso da presentare nei prossimi giorni perché è ormai evidente – ha aggiunto Pusceddu – che sulle rotte da e per la Sardegna non ci sia libera concorrenza. Piuttosto c’è un accordo di monopolio commerciale e lo dimostra anche il fatto che le compagnie di navigazione si sono unite per fare la cordata a Tirrenia. Inoltre le giustificazioni che abbiamo ricevuto da loro sono le più disparate, a cominciare dall’aumento del prezzo del carburante che non può certo giustificare un aumento di oltre il 100% delle tariffe".

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