PREZZI. Vola la benzina, si svuotano le tasche

Benzina, è corsa senza sosta verso l’alto. Oggi gli aumenti sono proseguiti e la verde ha sfondato quota 1,50 euro al litro: secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, infatti, la media nazionale dei prezzi delle benzina in modalità servito va da 1,488 euro/litro degli impianti Eni a 1,5 di Tamoil (no logo a 1,419 euro/litro). La verde è salita dunque sopra la soglia, se si vuole anche psicologica, di 1,50 euro al litro: una corsa al rincaro che allarma le associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef, i prezzi della verde in alcune aree arrivano anche a 1,55-1,56 euro al litro. Per il Codacons, avanti di questo passo e senza bloccare le manovre speculative si arriverà a 1,80 euro a litro, con un aumento di spesa di 15 euro a pieno entro agosto. L’Adoc sottolinea come tali rincari stiano "mangiando" il reddito delle famiglie, e come sia opportuno rivolgersi ai distributori no logo per cercare di risparmiare qualche euro. E proprio in questa giornata, arriva in controtendenza il "meteo carburanti" di Figisc Confcommercio, la Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti, che invece rassicura sull’andamento dei prezzi della settimana che si sta chiudendo e parla di "un saldo tutto a favore per il Consumatore". Affermazione che fa saltare sulla sedia il Movimento Difesa del Cittadino.

Quale dunque il ragionamento dei gestori?Per questi ultimi, l’aumento dei prezzi internazionali dei prodotti finiti non è stato scaricato completamente sui listini italiani, cosa che fa dire al presidente Figisc Luca Squeri che "non sono stati scaricati sul prezzo Italia aumenti internazionali nell’ordine di 1,4 eurocent/litro. Un saldo, dunque, a tutto favore per il Consumatore". Affermazioni che non possono passare inosservate alle associazioni dei consumatori. A rispondere è il Movimento Difesa del Cittadino, che chiede serietà e rispetto dei problemi economici delle famiglie causati anche dagli alti prezzi dei carburanti: "Le affermazioni di Squeri anticipano il Carnevale o il 1° aprile – afferma MDC – Parlare di "saldo a favore del consumatore" di fronte ad un prezzo che supera 1,5 euro al litro è grottesco per non dire offensivo verso i cittadini e le imprese che scontano una politica di prezzi opachi nei carburanti e di inefficienze del sistema distributivo, la mancanza di distributori indipendenti (le "pompe bianche") e il boicottaggio delle iniziative di distributori presso i centri commerciali".

Di fronte al caro benzina, del resto, i Consumatori sono allarmati. Per Federconsumatori e Adusbef, il sovrapprezzo dei rincari, quello che peserà sulle tasche degli automobilisti, sfiorerà i 200 euro annui fra costi diretti e indiretti. L’Adoc a sua volta si sofferma sulle conseguenze degli aumenti: il caro carburanti "sta distruggendo l’economia italiana e i redditi delle famiglie". Una forma di difesa può essere quella di rivolgersi ai distributori no logo: per la verde, il prezzo è inferiore in media di circa 8 centesimi, per il diesel di 7 centesimi, con un risparmio rispettivamente del 5,8% e del 5,3%. Il Codacons rincara: il prezzo delle benzina rischia di raggiungere 1,80 euro al litro entro agosto, con il conseguente aumento di 15 euro al pieno. Al momento si può solo "contenere il danno" rifornendosi presso i distributori indipendenti.

Come se non bastasse ad alimentare la preoccupazione di far quadrare i conti, c’è anche il peso dell’inflazione, certificata dall’Istat all’1,9% a dicembre. Tante le preoccupazioni sulle ricadute economiche per le famiglie. Una stima viene da Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, che riunisce Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori: con un’inflazione media annuale nel 2010 all’1,5%, "il caro prezzi ha svuotato le tasche degli italiani ed è in arrivo una maxi stangata da 902 euro a famiglia". Alla quale, è evidente, partecipano i rincari di trasporti e carburanti.

"Il motore che alimenta la maxi-stangata è la speculazione – afferma Casper – Di questi 902 euro che usciranno dalle tasche di ciascuna famiglia, ben 700 euro (77% del totale) sono attribuibili a manovre speculative e rincari arbitrari che non trovano alcuna giustificazione economica".

A incidere sui bilanci familiari nel corso del 2011 ci saranno gli alimentari, che "in assenza di politiche di liberalizzazione del mercato, aumenteranno di prezzo in modo consistente, dopo un anno di sostanziale stasi", per un corrispettivo di 191 euro a famiglia. L’abitazione, con le voci collegate (acqua, rifiuti, elettricità, gas) risente dei tagli governativi e dunque della necessità di fare cassa da parte degli enti locali: ricaduta stimata, più 198 euro annui per l’aumento delle tariffe dei servizi pubblici. C’è inoltre tutto il settore dei trasporti, dalla riparazione dell’auto alle ferrovie, dalla benzina ai pedaggi autostradali che, dopo aver inciso dal luglio 2009 al luglio 2010 più di ogni altra voce, avrà anche per il 2011 il record di aumento: 195 euro di ricadute sulle tasche delle famiglie.

 

di Sabrina Bergamini

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