PRIVACY. Approvato in Australia un codice di deontologia contro lo spam

Le autorità australiane si mobilitano a tutela della privacy con la nascita di un codice di deontologia contro lo spam e con una proposta di legge sul telemarketing. A darne notizia il Garante italiano che spiega: "I Destinatari del codice, adottato dall’Australian Communications and Media Authority (ACMA) e consultabile all’indirizzo www.spam.acma.gov.au, sono i 689 provider di servizi internet ed e-mail australiani e mondiali per quanto concerne la loro attività in Australia. Il codice, che diverrà operativo dal 16 luglio 2006, prevede l’obbligo per i provider di monitorare le caselle di posta elettronica che diffondono lo spam, di contrastare i virus che lo generano, di offrire agli utenti un software di filtro e di fornire loro informazioni su come difendersi dalle e-mail indesiderate".

L’Authority australiana può imporre multe fino a 6 milioni di euro. Prima di essere sanzionati, comunque, i provider saranno invitati a mettersi in regola con le disposizioni del codice. Le nuove norme si aggiungono a quelle della legge sullo spam già in vigore da due anni, che prevede multe fino a 600 mila euro nei confronti di chi diffonda messaggi indesiderati. Un codice deontologico contro lo spam è stato adottato nel 2004 anche dal Garante francese (Cnil).

.
Sul fronte delle chiamate non richieste si muove la proposta di legge sul marketing telefonico che verrà presentata in parlamento il mese prossimo. Una volta approvata, consentirà ai privati ed alle aziende di bloccare le chiamate di telemarketing non richieste attraverso l’inserimento del proprio numero telefonico all’interno del registro denominato "Do Not Call". Va ricordato che una legge analoga è stata varata anche negli Usa (v. Newsletter 10-16 marzo 2003).
Una volta che il numero sarà inserito nel registro sarà proibito agli operatori del marketing contattarlo. Pesanti multe sono previste per le infrazioni.

Si inquadra nell’ambito della lotta al terrorismo, invece, il recente provvedimento governativo che permette alle forze di polizia di conoscere, senza che sia necessaria un’autorizzazione da parte della magistratura, il contenuto di e-mail e sms conservati presso i server degli operatori telefonici e di internet al fine di individuare comunicazioni sospette.

 

Comments are closed.