PRIVACY. Aree ztl: niente dati personali dei pazienti per annullare le multe ai medici

I Comuni non possono chiedere ai medici i dati dei pazienti visitati nelle aree ztl per identificarli e annullare in questo modo le multe effettuate. È quanto ha prescritto il Garante per la protezione dei dati personali: i Comuni non possono chiedere ai medici generalità o altre informazioni che identifichino le persone visitate a domicilio nelle aree ztl e ai medici è vietato presentare documenti contenenti dati personali dei pazienti per la contestazione delle multe.

Il caso scaturisce da alcune segnalazioni di medici che avevano effettuato visite a pazienti in aree ztl ed erano stati multati perché privi di permesso. Le segnalazioni manifestavano l’esigenza di svolgere l’attività medica senza sanzione garantendo al tempo stesso il diritto del paziente visitato alla privacy. I medici chiedevano di verificare se le procedure che chiedevano la comunicazione dei dati anagrafici del paziente, luogo e ora della visita, del codice regionale o di una dichiarazione della stessa persona visitata, fossero compatibili con le norme sulla protezione della privacy e dunque fosse corretta la prassi di alcuni uffici che chiedevano tale documentazione per accogliere i ricorsi dei medici contro le multe. Per il Garante si tratta di richieste ritenute sproporzionate e non indispensabili. L’accertamento delle violazioni, afferma l’Autorità, può essere svolto comunicando l’indirizzo e il numero civico presso il quale è stato prestato intervento, la targa del veicolo del medico che ha effettuato la visita e il numero di iscrizione all’ordine professionale. E in caso di ricorso gli uffici territoriali non potranno sollecitare la produzione di documenti con informazioni in grado di rilevare lo stato di salute delle persone visitate.

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