PRIVACY. CTCU: l’Unione Europea non conceda agli Usa l’accesso ai dati bancari dei cittadini

Lunedì 30 novembre 2009 l’Unione Europea dovrebbe autorizzare legalmente l’amministrazione statunitense ad accedere ai dati delle transazioni fatte dai cittadini europei. L’allarme arriva dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano che ha mandato una lettera al Parlamento italiano, al Parlamento europeo, al Garante Privacy e al Ministro dell’Interno Roberto Maroni, chiedendo a quest’ultimo di prendere le distanze da un simile proposito e al Parlamento di bloccare questa decisione che costituisce un’autentica lesione di diritti fondamentali dei cittadini europei.

Il CTCU ricorda che "nel 2006 si era venuti a conoscenza che diverse autorità statunitensi nonché la CIA, quale misura di contrasto al terrorismo, avevano accesso sin dal 2001 ai dati delle transazioni attraverso il sistema SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications), e che tali dati erano oggetto di una sistematica analisi tramite un software apposito". E tutto succedeva all’insaputa dei clienti bancari europei.

Ora se l’Ue varasse quest’intesa con gli Stati Uniti, ogni bonifico bancario eseguito da un cittadino dell’UE all’interno della stessa Unione potrà essere oggetto di controllo da parte dei servizi di investigazione statunitensi, dando loro, in questo modo, accesso a dati personali, anche riservati, come nomi, numeri di conto corrente, indirizzi, numeri di identificazione nazionali come quelli delle carte d’identità o passaporti, e altri dati personali.

"Il terrorismo va combattuto, ma senza ledere il diritto alla privacy e alla tutela dei dati delle persone – commenta Walther Andreaus, direttore del CTCU – L’accesso e il trattamento di dati personali deve avvenire solo in base a chiari, trasparenti ed adeguati principi del diritto. Ovvero dovrebbe essere consentito accedere ai dati personali di un soggetto, solo sulla base di concreti e fondati sospetti nei suoi confronti. La mera raccolta di dati non è di nessuna utilità" conclude Andreaus.

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