PRIVACY. Censimento bambini nomadi, Garante: possibile discriminazione, informazioni dai Prefetti

Censimento dei bambini nomadi attraverso le impronte digitali: per il Garante della Privacy si tratta di rilevazioni che potrebbero coinvolgere "problemi di discriminazione" e dunque verranno chieste informazioni alle autorità competenti e in particolare ai Prefetti di Roma, Milano e Napoli.

La vicenda: il ministro dell’Interno Roberto Maroni, illustrando a Montecitorio le linee programmatiche del dicastero, ha annunciato ieri il censimento dei campi rom. "Le Forze dell’ordine – ha comunicato il Ministero – andranno nei campi per effettuare il censimento, accompagnate dal personale della Croce Rossa italiana e dai servizi sociali dei comuni".

"Prenderemo le impronte anche dei minori, in deroga alle attuali norme, proprio per evitare fenomeni come l’accattonaggio – aveva detto Maroni – Non sarà certo una schedatura etnica ma un censimento vero e proprio per garantire a chi ha il diritto di rimanere, di poter vivere in condizioni decenti. E mandare invece a casa chi non ha il diritto di stare in Italia".

Oggi la nota del Garante della Privacy: "Il Garante per la protezione dei dati personali, anche con riferimento alle odierne notizie di stampa circa l’eventuale ricorso a forme di rilevazione anche biometriche (impronte digitali) estese pure ai minori, per finalità di identificazione o di censimento di comunità di nomadi, rilevando che tali modalità potrebbero coinvolgere delicati problemi di discriminazione, che possono toccare anche la dignità delle persone e specialmente dei minori, ha deliberato di chiedere informazioni alle Autorità competenti e in particolare ai Prefetti di Roma, Milano e Napoli".

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