PRIVACY. Customer care, meno burocrazia nel trattamento dei dati personali

Le società che si occupano di customer care, assistenza post vendita, prenotazioni di servizi, phone-banking non sono sempre tenute ad informare in maniera burocratica la clientela sull’uso dei dati personali. E’ quanto stabilito dal Garante, in un provvedimento generale, di cui è stato relatore Francesco Pizzetti che riguarda le attività prestate in modalità "inbound" nel quale l’Autorità ha invitato le società che operano nella gestione dei servizi telefonici di assistenza e informazione al pubblico ad assicurare elevati livelli di professionalità nel trattamento dei dati ponendo specifica attenzione anche al profilo della loro messa in sicurezza.

I casi nei quali i call center possono non informare gli utenti riguardano il trattamento dei soli dati necessari ad assicurare il servizio richiesto, o quello di clienti già informati precedentemente, ad es. al momento della sottoscrizione di un contratto, o alcuni elementi dell’informativa possono emergere nel corso del colloquio telefonico. Fornire l’informativa in questi casi – spiega il Garante – costituirebbe un inutile appesantimento burocratico per le aziende senza garantire una effettiva tutela dei diritti dell’utente. Se poi le società intendono utilizzare i dati anche per altri fini (ad es. di marketing o profilazione) allora devono informare l’utente e chiedergli un consenso ad hoc.

L’informativa da rendere all’interessato deve comunque essere fornita con formule sintetiche, chiare e di immediata comprensione, attraverso un operatore o utilizzando messaggi preregistrati o pubblicandola su un sito web.

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