PRIVACY. Fallimenti e informazioni creditizie, dati trattabili se inseriti in archivi separati

I dati relativi alle procedure fallimentari possono essere lecitamente trattati dai Sistemi di informazioni creditizie (Sic) e dalle "centrali rischi" private purché siano conservati in un archivio distinto dalle altre informazioni creditizie gestite. È quanto afferma il Garante per la protezione dei dati personali nell’ultima newsletter.

Il Garante ha dichiarato l’infondatezza del ricorso di una persona nel quale si chiedeva la cancellazione di dati relativi ad un fallimento. Spiega il Garante nella newsletter che "il ricorrente, appellandosi al codice di deontologia sul credito al consumo e sui sistemi di informazione creditizia (Sic), riteneva illecito il trattamento dei propri dati da parte della società sostenendo che le informazioni relative al fallimento non rientrano tra i "dati che consentono di valutare la situazione finanziaria ed il merito creditizio dell’interessato". La resistente, dal suo canto, ha invece affermato di poter trattare legittimamente questa tipologia di dati, in quanto informazioni pubbliche desunte dal registro delle imprese, e di aver conservato i dati inerenti alla procedura fallimentare del ricorrente in un archivio separato del sistema di informazioni creditizie". Il Garante ha dato ragione alla società ricordando però che il codice deontologico relativo al credito al consumo dispone che i dati di fonte pubblica possono essere lecitamente trattati dalle società che gestiscono un Sic, purché tali dati siano contenuti in archivi separati dal complessivo sistema di informazioni creditizie e non interconnessi ad esso.

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