PRIVACY. Foto sbagliate scaricate da Facebook, Garante: giornalista deve verificare informazioni

Attraverso l’associazione dell’identità di una persona con l’immagine di un’altra, due cittadini hanno visto pubblicata da alcuni quotidiani la propria fotografia presa da Facebook ed erroneamente attribuita a persone omonime ma decedute: è il caso esaminato dal Garante per la Protezione dei Dati Personali. Il Garante ha ribadito che i giornalisti che usano notizie, fotografie e dati personali tratti dai social network devono sempre verificare le informazioni raccolte per esercitare correttamente il diritto di cronaca.

Tutto è scaturito dalla segnalazione di due cittadini che hanno visto le proprie fotografie prese da Facebook e attribuite rispettivamente a una vittima di incidente stradale e a una vittima del sisma in Abruzzo, semplicemente loro omonime. I nomi pubblicati nei servizi di cronaca erano dunque corretti ma le fotografie no: erano state scaricate da due profili aperti sul social network, senza che venisse presa in considerazione la possibilità di un’omonimia. E nel caso della vittima del sisma la foto era stata ripresa anche da due televisioni nazionali.

Come si legge nell’odierna newsletter il Garante ha stabilito, con due provvedimenti di cui è stato relatore Mauro Paissan, che le immagini "non dovranno essere più pubblicate, diffuse né riproposte nell’archivio on-line delle testate coinvolte". È stata così vietata alle testate (due locali e tre nazionali) l’ulteriore diffusione delle fotografie ed è stata imposta la cancellazione delle immagini dal sito web e dall’archivio di uno dei quotidiani, che non aveva prontamente cancellato l’immagine.

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