PRIVACY. Frattini, scambio dati personali dei passeggeri Ue-Usa solo per terrorismo

Bruxelles – Un eventuale accordo tra Ue e Usa sullo scambio di dati personali dovrà basarsi sul principio che le informazioni possano essere ottenute solo in caso di indagini antiterrorismo. E’ quanto ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, con delega per Giustizia, libertà e sicurezza, Franco Frattini, agli europarlamentari riuniti a Bruxelles.

Nel caso di informazioni su carte di credito ha aggiunto Frattini, sarà necessario avvertire i cittadini dell’uso che viene fatto dei loro dati. "I dati finanziari potrebbero essere utilizzati solo su transazioni specifiche, con un’ulteriore condizione, che è quella di avvertire i clienti, cosa che non era stata fatta". Il vicepresidente della Commissione ha insistito sul fatto che in ogni caso bisogna prima raggiungere a una ”soluzione europea con regole chiare” che punti ad ”un equilibrio della protezione legale di dati personali e la certezza giuridica per tutti i soggetti interessati, incluse le banche”.

"Credo che la strada giusta è quella di un accordo europeo che stabilisca quali dati relativi alle transazioni finanziarie si possano trasmettere, per quale obiettivo ed entro quali limiti temporali", ha detto Frattini. "Se gli Stati Uniti accettassero un accordo quadro Ue-Usa, credo che entro la presidenza portoghese, (secondo semestre 2007) potrebbe diventare realtà", ha spiegato Frattini. L’accordo temporaneo Ue-Usa scade alla fine di luglio.

L’intervento di Frattini durante la plenaria del Parlamento europeo segna un passo ulteriore sugli sviluppi del caso del trasferimento di dati bancari da parte della società SWIFT alle autorità USA e sull’evoluzione dei negoziati con gli Stati Uniti in merito a un nuovo accordo sul trasferimento dei dati personali dei passeggeri in viaggio transatlantico.

Il titolare per la Giustizia, Sicurezza e Libertà ha definito come ”un fatto non piacevole” che solo sette Stati abbiano fornito i chiarimenti richiesti per conoscere la loro esperienza in materia di trasferimento dei dati bancari alle autorita’ Usa attraverso la societa’ Swift. Frattini ha spiegato che l’Italia ha chiesto piu’ tempo, mentre gli altri non hanno risposto. Delle sette risposte, ha riferito Frattini, ”troppo poche per trarne conclusioni generali”, emerge che le banche usano i dati personali con il solo obiettivo di eseguire gli ordini di pagamento e che non sono informate del fatto che i dati personali dei clienti sono trasferiti al Tesoro Usa tramite Swift. Mentre e’ emerso, ha ricordato il commissario, che varie banche centrali erano state informate dal Tesoro Usa del trasferimento dei dati da Swift Ue a Swift Usa e quindi al Tesoro.

In prospettiva il lavoro da fare, ha sottolineato Frattini, deve tenere conto del fatto che l’Ue ”non può’ mortificare la collaborazione euroatlantica sul terrorismo perche’ sarebbe un errore grave”. ”Ma dobbiamo ricordare ai nostri amici che e’ interesse di tutti che i diritti fondamentali, come la protezione dei dati, siano scrupolosamente rispettati”, ha sottolineato Frattini, anche perche’ ”non e’ possibile che la lotta al finanziamento del terrorismo riduca un diritto fondamentale”.

 

 

 

Durante la celebrazione della Prima giornata sulla protezione dei dati personali anche il segretario generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis si era espresso nello stesso modo: "si puo’ combattere il terrorismo – aveva commentato- pur rispettando la privacy. La Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo garantisce a chiunque il rispetto per la propria vita privata e concede alle autorità’ un potere di ingerenza quando la sicurezza nazionale e l’incolumità’ dei cittadini sono minacciate. Pero’ queste limitazioni debbono essere, oltre che necessarie, adeguate alle circostanze, proporzionali al pericolo e previste dalla legge”. Il segretario si era poi detto "preoccupato per esempio per certe recenti disposizioni sullo scambio di dati personali introdotti su pressione degli Stati Uniti che non rispettano certi criteri, soprattutto per cio’ che riguarda i dati personali sull’origine razziale ed etnica, sulle opinioni politiche, la fede religiosa, la salute e la vita sessuale". Il Consiglio d’Europa, aveva concluso, "suggerisce ai suoi Stati membri – che appartengano o no all’UE – di concludere accordi soddisfacenti che non permettano solo un’efficace cooperazione nella lotta al terrorismo, ma rispettino pure la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo ed evitino, cosi’, di essere oggetto di ricorso alla Corte di Strasburgo”.

 

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