PRIVACY. Garante Ue: “maggiore interazione tecnologica per la protezione dati”

Nel 2007 il controllo preventivo è stata l’attività principalmente svolta dal Garante Europeo per la Protezione dei Dati: su 101 notifiche, che sono arrivate nel corso dell’anno, 90 hanno riguardato appunto un controllo a priori. Sono i dati del Rapporto annuale del 2007, pubblicato ieri dal Garante Europeo. Rispetto al 2006 c’è stato un incremento del 77,19% di questo tipo di controlli e il Garante ha impiegato un giorno in meno, rispetto alla media del 2006, per esprimere i suoi pareri.

I controlli preventivi hanno riguardato soprattutto i sistemi di gestione dei tempi di lavoro della Commissione Ue, mentre i casi di controllo a posteriori, iniziati cioè prima del sollecito del Garante, hanno riguardato il trattamento dei dati medici da parte di istituzioni e organi europei, il reclutamento del personale e la selezione dei candidati, il controllo delle comunicazioni elettroniche. I casi risolti dal Garante sono stati 38, il doppio rispetto al 2006, in linea con gli obiettivi fissati nella primavera del 2007. Resta, tuttavia, ancora molto da fare per ridurre il tempo di risposta delle istituzioni e delle agenzia comunitarie alle richieste di informazioni supplementarie che arrivano dal Garante.

Per quanto riguarda i reclami, dei 65 arrivati soltanto 29 sono stati dichiarati conformi alle competenze del Garante e dunque esaminati. Questi hanno riguardato principalmente l’accesso ai dati, la richiesta di informazioni sulle carte di credito, il trattamento dei dati sensibili. La maggior parte dei reclami che non rientravano nei compiti del Garante vertevano sul trattamento di dati personali a livello degli Stati membri (questioni che rientrano nel campo d’azione delle autorità nazionali responsabili della protezione dei dati).

Due inchieste realizzate durante il 2007 hanno richiesto una particolare attenzione da parte del Garante Europeo: una ha riguardato il ruolo della Banca Centrale Europea nel SWIFT (Società di Telecomunicazioni Interbancarie Mondiali) e l’altra la sicurezza dell’OLAF. Le modifiche principali da fare in futuro, messe in evidenza dal Garante, sono state:

  • maggiore interazione tecnologica;
  • rispetto della legislazione;
  • completa messa in atto della direttiva.

Il quadro giuridico europeo è sul punto di subire cambiamenti con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e di conseguenza cambieranno ruolo e competenze del Garante Ue della Protezione dei Dati.

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