PRIVACY. Garante autorizza impronte digitali per trasfusioni sicure

Impronte digitali per garantire le trasfusioni di sangue. Il Garante della privacy ha autorizzato un’azienda ospedaliera a impiegare un sistema di sicurezza trasfusionale basato sulla rilevazione delle impronte digitali degli operatori sanitari e dei pazienti. Obiettivo del sistema, basato su un terminale che trasforma l’impronta in un codice a barre senza registrare i dati personali, è quello di assicurare la tracciabilità del sangue e dunque la corretta associazione fra paziente, campione prelevato e sacca di sangue o emoderivati durante la trasfusione. È quanto si legge nella newsletter del Garante della Privacy.

L’Autorità, relatore Mauro Paissan, ha ritenuto l’uso delle impronte digitali "proporzionato alla delicatezza delle informazioni da trattare e ai rischi connessi all’incolumità e alla salute dei pazienti" prescrivendo però all’azienda alcuni accorgimenti. I dati dei pazienti non potranno essere conservati per più di sette giorni e dovranno essere individuati preventivamente i casi in cui protrarre i tempi di conservazione. Ci saranno modalità di identificazione alternative per chi non intenda sottoporsi a rilevazione biometrica. I dati di medici e infermieri potranno inoltre essere conservati solo per la durata del loro incarico nel reparto trasfusionale.

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