PRIVACY. Garante, maggiori tutele per invalidi civili

Le aziende sanitarie locali non dovranno più indicare la diagnosi sui certificati che attestano il riconoscimento dell’invalidità civile per l’iscrizione alle liste del collocamento obbligatorie o per la richiesta di esenzione dalle tasse scolastiche o universitarie. Lo ha stabilito un provvedimento dell’Autorità Garante della Privacy al termine dell’esame di alcune segnalazioni di invalidi civili che lamentavano – giustamente – la violazione delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali e chiedevano maggiori garanzie per la loro dignità: in particolare, che fossero omessi da talune certificazioni i riferimenti personali alle patologie invalidanti, specie nei casi in cui fosse stato riscontrato lo stato di sieropositività o l’infezione da Hiv.

Secondo l’Authority, inoltre, le aziende sanitarie dovranno adottare gli accorgimenti necessari, quali distanze di cortesia, spazi per colloqui riservati, consegna e trasferimento della documentazione in busta chiusa, ed impartire precise istruzioni al personale sanitario, per garantire un elevato livello di tutela della riservatezza delle persone.

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