PRIVACY. Garante: tutelare la privacy dei cittadini negli archivi giornalistici online

Misure tecniche per tutelare la privacy dei cittadini negli archivi giornalistici online, preservando al tempo stesso la fruibilità degli archivi e la loro integrità storica: è quanto chiesto dal Garante per la Privacy che si è pronunciato su alcuni ricorsi presentati nei confronti di un editore, che ha reso fruibile parte dell’archivio storico del suo giornale ai motori di ricerca.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha infatti individuato alcune modalità tecniche che gli editori devono adottare per evitare che i motori di ricerca estraggano in automatico tutti i dati personali che vi sono contenuti, anche quelli non più attuali o incompleti, che possano ledere la privacy delle persone. I ricorrenti avevano infatti sollevato il problema che, digitando il proprio nome su un motore di ricerca, comparivano notizie di anni prima: in un caso non figurava dunque l’assoluzione dal reato, in altri gli interessati continuavano a essere associati a vicende lontane.

L’Autorità, informa la newsletter, "non ha accolto l’istanza degli interessati di far cancellare o modificare i dati in questione dall’archivio online del quotidiano, ma ha ritenuto legittima, in considerazione della specificità dei casi, la loro richiesta di veder tutelata la propria attuale identità. Ha quindi imposto alla società editrice di adottare le opportune misure tecniche: ad esempio, predisponendo una versione dell’articolo che non riporti i dati personali dei ricorrenti nel caso in cui l’articolo possa essere estratto automaticamente da motori di ricerca esterni; oppure prevedendo differenti modalità di presentazione delle pagine sul web, in particolare garantendo che le notizie siano rintracciabili soltanto usando il motore di ricerca del giornale o del sito web". Per l’Autorità si tratta di soluzioni che "consentono di tutelare gli interessati e di preservare, al contempo, l’integrità della memoria storica, la libertà di ricerca anche storica, il diritto allo studio e all’informazione poiché gli utenti potranno comunque continuare a consultare la versione integrale degli articoli attraverso funzioni di ricerca interne al sito del giornale".

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